Sono arrivate nella giornata del 10 dicembre le condanne per la violenta rapina avvenuta lo scorso febbraio al Terminal di Collemaggio, quando due giovani — entrambi diciannovenni, di origine tunisina — minacciarono con una pistola un coetaneo per sottrargli effetti personali e denaro.

Il giudice ha riconosciuto la responsabilità dei due imputati, infliggendo 3 anni e 4 mesi di reclusione per F.A. e 3 anni e 2 mesi per H.Y., oltre alla multa rispettivamente di 1.000 e 800 euro. La Procura aveva chiesto pene più severe — fino a 7 anni di reclusione — alla luce della modalità particolarmente aggressiva della rapina e della minaccia con arma. Il tribunale ha invece optato per condanne più contenute, pur riconoscendo la gravità dei fatti.

L’indagine e il ruolo delle forze dell’ordine

L’episodio aveva immediatamente attivato la macchina investigativa di polizia e carabinieri, che attraverso testimonianze, filmati e attività di controllo erano riusciti a risalire ai responsabili. L’operazione si inserisce in un contesto più ampio di monitoraggio del Terminal di Collemaggio, dove negli ultimi anni non sono mancati episodi di aggressioni, risse e rapine ai danni soprattutto di giovani e studenti.

Un problema che torna: sicurezza e baby gang nel capoluogo

La sentenza riporta al centro il tema della sicurezza, già emerso più volte durante il 2025 in seguito a numerosi episodi avvenuti proprio al Terminal. Nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine — con controlli potenziati, misure come i Daspo Willy e una presenza più capillare — la percezione dei cittadini resta quella di un’area vulnerabile.

Condanne troppo leggere? Il dibattito sulla severità delle pene

Il divario tra pene richieste e pene inflitte ha acceso il dibattito: per molti cittadini e osservatori, le condanne non rispecchiano la gravità dei fatti. La preoccupazione diffusa è che la mancanza di severità nelle sentenze finisca per vanificare il lavoro di chi opera sul territorio ogni giorno per garantire legalità e sicurezza.

La città chiede risposte

L’Aquila torna così a interrogarsi su come tutelare adeguatamente i cittadini, soprattutto nelle zone più delicate. L’appello è chiaro: rafforzare controlli, prevenzione e soprattutto una risposta giudiziaria più incisiva, affinché episodi violenti come quello del Terminal di Collemaggio non vengano percepiti come una triste normalità.