La cucina italiana è ufficialmente Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Una notizia attesa da anni, che valorizza la nostra tradizione gastronomica e consacra a livello mondiale un patrimonio fatto di identità, saperi e comunità.
Un risultato che porta la firma dell’Italia intera e che, per l’Aquila, assume un valore speciale.

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) ha guidato l’intero percorso tecnico e istituzionale, coordinando dossier, confronti internazionali e attività diplomatiche.
Il riconoscimento UNESCO premia un lavoro trasversale, condotto nel tempo e sostenuto da un sistema che unisce tradizioni regionali, filiere agricole e tutela del made in Italy.

Un patrimonio che racconta l’Italia

L’UNESCO ha riconosciuto che la cucina italiana non è solo un insieme di piatti, ma un vero e proprio linguaggio culturale condiviso.
La sua forza risiede nella varietà regionale, nella capacità di trasmettere saperi tra generazioni, nel legame tra territorio, agricoltura e comunità locali.
La candidatura, sostenuta dalle istituzioni e dal mondo produttivo, rappresenta uno dei più importanti riconoscimenti culturali per il nostro Paese.

L’orgoglio dell’Aquila: la presenza istituzionale di Luigi D’Eramo

Tra i rappresentanti istituzionali coinvolti nel percorso c’è anche il Sottosegretario al MASAF, Luigi D’Eramo, aquilano di nascita.
La sua presenza all’interno della struttura che ha seguito la candidatura rappresenta un motivo di forte orgoglio per la città.

L’Aquila vede così uno dei suoi cittadini prendere parte a un passaggio storico per il Paese,
confermando come il territorio continui a esprimere rappresentanti capaci di contribuire ai grandi processi culturali nazionali.
Un elemento che rafforza il legame tra comunità locale e temi identitari che appartengono a tutta l’Italia.

Un riconoscimento che guarda al futuro

La proclamazione UNESCO non è soltanto un titolo simbolico, ma un investimento culturale ed economico.
Rafforza l’identità italiana all’estero, tutela le produzioni tradizionali, sostiene il turismo enogastronomico e valorizza un sistema agroalimentare che rappresenta una delle eccellenze del Paese.

È una vittoria italiana, ma anche una soddisfazione aquilana,
perché racconta un Paese che sa riconoscere il proprio valore e una città che partecipa, attraverso i suoi rappresentanti, ai grandi passaggi culturali del presente.