Con l’approvazione della delibera n. 314 dell’8 luglio 2025, la Giunta comunale guidata dal sindaco Pierluigi Biondi confermerebbe, secondo il capogruppo di AVS Lorenzo Rotellini, una visione dello sviluppo urbano dell’Aquila definita «miope e pericolosa».

Al centro della critica vi è la crescente concentrazione di insediamenti commerciali nella zona ovest della città, tra Pettino e Cansatessa, dove — sempre secondo Rotellini — stanno prendendo forma quattro centri commerciali nel raggio di poche centinaia di metri. Una situazione giudicata senza precedenti nella storia recente della città e priva di una logica di pianificazione complessiva.

Per il capogruppo AVS, questa scelta dimostrerebbe come l’amministrazione comunale continui a governare senza una strategia urbana organica, favorendo operazioni che rafforzano la grande distribuzione a discapito della cosiddetta città reale, fatta di quartieri, servizi di prossimità e tessuto sociale.

Rotellini mette in contrasto questa impostazione con la narrazione portata avanti dal sindaco negli ultimi anni. «Da tempo — sostiene — viene raccontata un’immagine di città in crescita», ma la realtà, a suo giudizio, sarebbe diversa: il centro storico fatica a ripopolarsi, molte attività di vicinato chiudono, e intere porzioni del cuore cittadino restano spente e prive di funzioni stabili.

Di fronte a questo scenario, la risposta politica dell’amministrazione sarebbe sempre la stessa: nuovo consumo di suolo, nuove superfici commerciali e nuovi poli lontani dal centro, scelte che — secondo l’esponente di AVS — contribuiscono ad allontanare persone, servizi e vita quotidiana dalla città storica, accelerandone il declino.

Definire tali interventi come rispondenti all’interesse generale viene giudicato da Rotellini un atto di pura propaganda. L’interesse generale, al contrario, dovrebbe consistere nel sostenere il commercio locale, nel rafforzare la residenzialità del centro storico, e nel tutelare chi ha investito nella ricostruzione e nel rilancio della città antica.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda il clima politico che accompagna queste scelte. Durante i lavori della Commissione consiliare, l’assessore Francesco De Santis avrebbe reagito alle osservazioni dell’opposizione con insulti, arrivando ad accusare i consiglieri di essere «bugiardi» e intimando loro di «stare zitti». Un atteggiamento che Rotellini definisce inaccettabile sul piano istituzionale, soprattutto alla luce di dati oggettivi come delibere approvate, metri quadri autorizzati e nuovi centri commerciali previsti.

Secondo il capogruppo AVS, la strategia dell’amministrazione sarebbe quella di distribuire superfici commerciali ai privati e tentare successivamente di compensare gli effetti negativi con iniziative simboliche, eventi temporanei o interventi di immagine. Una risposta ritenuta insufficiente, perché — sottolinea — «le imprese non vivono di spot, ma di politiche strutturali e di una città che funzioni tutto l’anno».

Il quadro che emerge, nella lettura di Rotellini, è quello di una città sbilanciata, sempre più congestionata a ovest e progressivamente svuotata nel suo centro storico. Un modello di sviluppo che non produrrebbe crescita duratura, ma solo consumo di suolo e una concorrenza distruttiva tra attività economiche.

«L’Aquila non ha bisogno di un quarto centro commerciale — conclude — ma di una visione capace di mettere al centro i cittadini, il lavoro di qualità e la salvaguardia del centro storico, smettendo di rincorrere operazioni immobiliari e iniziando a progettare seriamente il futuro della città».

Lorenzo Rotellini
Capogruppo AVS – Consiglio comunale dell’Aquila