Nelle ultime ore è tornato a circolare sui social l’invito della tiktoker Rita De Crescenzo a raggiungere Roccaraso per una giornata sulla neve. Un messaggio che ha immediatamente riacceso l’attenzione pubblica, non tanto per il contenuto in sé, quanto per ciò che richiama alla memoria: quanto accaduto lo scorso inverno e le conseguenze che quell’episodio ha avuto sul territorio.
La notizia è semplice, ma il contesto in cui si inserisce è tutt’altro che neutro. Il nuovo appello riporta al centro una questione ormai evidente: il rischio overtourism nelle località montane, soprattutto quando i flussi nascono e si muovono esclusivamente attraverso la comunicazione digitale.
Il precedente che ha segnato un punto di svolta
Lo scorso anno un invito analogo aveva prodotto un afflusso improvviso e concentrato di visitatori, arrivati a Roccaraso in numeri superiori alla capacità ordinaria di accoglienza. La rapidità con cui il flusso si era generato e l’assenza di qualsiasi forma di pianificazione avevano messo sotto pressione viabilità, servizi e gestione degli spazi pubblici.
Quella giornata ha rappresentato un prima e un dopo nella percezione del fenomeno, trasformando una normale giornata turistica in un caso emblematico di turismo non governato, con disagi diffusi per residenti, operatori e amministrazione.
Il nuovo invito e la risposta preventiva del Comune
Il ritorno dell’invito social ha trovato questa volta un contesto diverso. L’esperienza passata ha spinto l’amministrazione comunale ad adottare misure preventive, annunciando limiti agli accessi e restrizioni per i bus turistici, con l’obiettivo di evitare il ripetersi di situazioni difficili da gestire.
Si tratta di decisioni che non nascono da una volontà di chiusura, ma dalla necessità di governare i flussi, tutelare il territorio e garantire condizioni di sicurezza e vivibilità compatibili con le caratteristiche della località.
Quando il turismo nasce sui social
Il caso Roccaraso evidenzia una trasformazione profonda nel modo di viaggiare. Oggi un singolo contenuto digitale può generare spostamenti di massa in poche ore, senza mediazione istituzionale e senza coordinamento con chi amministra i luoghi coinvolti.
In questo schema il territorio rischia di diventare uno sfondo da consumare rapidamente, mentre le conseguenze operative, ambientali e sociali ricadono quasi interamente sulla comunità locale.
Overtourism anche nelle aree interne
L’overtourism non riguarda solo le grandi città. Al contrario, colpisce con particolare forza le località montane e le aree interne, dove l’equilibrio tra presenze, servizi e infrastrutture è più fragile.
In contesti come questi, anche un singolo episodio può compromettere l’esperienza complessiva e generare tensioni difficili da ricomporre.
Turismo e rispetto del territorio
Il nodo centrale non è stabilire chi possa visitare Roccaraso, ma come lo si fa. Il turismo resta una risorsa fondamentale per l’Alto Sangro, ma richiede consapevolezza, rispetto e regole condivise. Senza questi elementi, il beneficio immediato rischia di trasformarsi in un danno duraturo.
La scelta di porre limiti come forma di tutela
Limitare gli accessi e regolamentare i flussi comporta rinunce, anche economiche, ma rappresenta una scelta orientata alla sostenibilità nel tempo. Proteggere oggi il territorio significa preservarne il valore domani, evitando che venga compromesso da dinamiche difficili da controllare.
Una questione che riguarda tutto l’Abruzzo
Il ritorno dell’invito social e la risposta del Comune pongono una domanda che riguarda l’intero Abruzzo: come governare il turismo nell’epoca della comunicazione virale. Una sfida che richiede strumenti nuovi, capacità di anticipazione e il coraggio di prendere decisioni anche impopolari.
Roccaraso non è un’eccezione, ma un segnale. Ignorarlo significherebbe esporsi a problemi sempre più complessi da gestire in futuro.


