Una sola banca dati per seguire più da vicino imprese, cantieri, affidamenti, subappalti e lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma. E controlli nei cantieri organizzati non in maniera indistinta, ma concentrati sulle situazioni considerate maggiormente a rischio.
È il cuore del nuovo Protocollo di legalità per la ricostruzione del terremoto del 2009, sottoscritto mercoledì 9 settembre nella Prefettura dell’Aquila con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di prevenzione contro possibili infiltrazioni della criminalità organizzata senza rallentare l’avanzamento dei lavori.
L’intesa arriva in una fase in cui, a più di diciassette anni dal terremoto, la ricostruzione continua a movimentare una quantità rilevante di lavori pubblici e privati, affidamenti, subappalti e manodopera.
Ed è proprio la capacità di seguire l’intera filiera, non soltanto l’impresa che compare come affidataria principale, uno degli aspetti centrali del nuovo sistema.
Una banca dati per incrociare le informazioni
Il nuovo strumento dovrà mettere in collegamento informazioni che oggi transitano attraverso amministrazioni e piattaforme differenti.
La banca dati della ricostruzione raccoglierà progressivamente elementi relativi alle imprese presenti nei cantieri, agli affidamenti, ai subappalti e alla manodopera utilizzata, integrando le piattaforme già gestite dagli Uffici speciali.
L’obiettivo è avere una fotografia più tempestiva di ciò che accade lungo tutta la filiera della ricostruzione e consentire agli organismi di controllo di individuare con maggiore rapidità eventuali situazioni da approfondire.
Non significa, quindi, aumentare indistintamente il numero delle verifiche su ogni cantiere. Il principio indicato nel protocollo è quello di rendere i controlli più mirati attraverso l’incrocio delle informazioni e la valutazione dei profili di rischio.
Imprese nell’anagrafe antimafia e più controlli nei cantieri
Tra i punti indicati durante la presentazione c’è anche l’iscrizione delle imprese all’Anagrafe antimafia degli esecutori, lo strumento utilizzato per verificare gli operatori economici impegnati nei processi di ricostruzione.
A questo si affianca una maggiore circolazione delle informazioni tra gli enti coinvolti e un rafforzamento degli accessi ispettivi direttamente nei cantieri.
È un passaggio particolarmente significativo perché i controlli non riguardano soltanto l’identità formale dell’impresa, ma possono estendersi ai rapporti contrattuali, alla presenza effettiva delle aziende sul territorio e alla manodopera utilizzata.
I Gruppi interforze dovranno programmare gli accessi sulla base delle priorità individuate insieme alla Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno.
Il principio è intervenire dove l’analisi dei dati segnala una maggiore necessità di verifica, cercando contemporaneamente di evitare controlli ridondanti che finirebbero per incidere sui tempi dei lavori senza aumentare realmente l’efficacia della prevenzione.
Un’intesa che coinvolge tutto l’Abruzzo
Il protocollo è stato sottoscritto dal prefetto dell’Aquila Vito Cusumano, insieme agli altri prefetti abruzzesi, alla Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, alla Struttura di missione per i processi di ricostruzione e agli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere, Usra e Usrc.
Alla firma ha partecipato anche il sindaco dell’Aquila e presidente di Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi.
Il coinvolgimento delle quattro Prefetture deriva dal fatto che il processo di ricostruzione e le filiere delle imprese non si fermano ai confini del capoluogo o del cratere più direttamente colpito dal sisma.
Per questo l’intesa punta a creare criteri comuni e una circolazione delle informazioni a livello regionale.
Tavoli nelle Prefetture e una cabina di regia
Nelle quattro Prefetture abruzzesi saranno istituiti anche tavoli dedicati alla sicurezza, alla regolarità e alla qualità del lavoro.
Parallelamente, una cabina di regia dovrà stabilire il cronoprogramma per l’attivazione e la progressiva integrazione della nuova banca dati.
Il sistema non riguarda soltanto la prevenzione delle infiltrazioni mafiose in senso stretto. Il monitoraggio della manodopera e delle imprese punta anche a rafforzare la trasparenza e la regolarità del lavoro all’interno dei cantieri.
L’intesa è destinata a restare in vigore per l’intera durata del processo di ricostruzione.
Controllare senza rallentare i lavori
Uno dei punti sottolineati durante la firma riguarda proprio il rapporto tra legalità e velocità della ricostruzione.
Il nuovo modello nasce con l’obiettivo dichiarato di rendere i controlli più efficaci senza trasformarli in un ulteriore passaggio burocratico capace di rallentare cantieri e affidamenti.
La logica è opposta: utilizzare meglio i dati disponibili per concentrare verifiche e accessi dove esistono elementi che richiedono maggiore attenzione.
Dopo anni in cui la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere ha raggiunto una fase sempre più avanzata, il tema della prevenzione resta infatti legato alla quantità di risorse ancora in circolazione e alla complessità delle catene di affidamenti.
La nuova banca dati dovrà dimostrare sul campo se una maggiore integrazione delle informazioni riuscirà a trasformarsi in controlli più rapidi, selettivi ed efficaci, senza interferire con il completamento delle opere.