Un rito che si rinnova da anni e che continua a coinvolgere l’intera comunità. A Paganica si è svolta la festa di Sant’Antonio Abate, con la tradizionale benedizione degli animali e il concorso di bellezza, una gara non competitiva che ha visto tutti gli animali premiati, dopo il momento religioso.

La manifestazione è stata organizzata dall’Amministrazione separata dei beni e degli Usi civici (Asbuc) Paganica–San Gregorio, in collaborazione con la Pro Loco di Paganica, e ha richiamato fin dal primo mattino proprietari, famiglie e bambini nell’aia di Sant’Antonio, luogo simbolico della tradizione locale.

Accanto alla premiazione generale, sono state assegnate menzioni speciali per tre animali: la gallina Zoe, il cane Spritz e il gallo Bancomat, selezionati nelle rispettive categorie dal voto dei veterinari Natascia Di Filippo, Rolando Ciambotti e Annamaria Rotellini, tutti volontari. I criteri di valutazione hanno riguardato bellezza, simpatia, rarità e benessere degli animali partecipanti.

La gallina Zoe si è aggiudicata il Premio della critica, consistente in un agnellone. Si tratta di una gallina nera, di razza sconosciuta ai suoi proprietari, Emma e Luca, due fratellini che l’hanno tenuta in braccio per ore dopo averla iscritta alla manifestazione. La sua collocazione tra animali “da reddito” o “da compagnia” ha generato qualche incertezza organizzativa, ma la classifica, come ribadito dagli organizzatori, resta soprattutto un pretesto per celebrare la partecipazione, anche grazie al supporto di 34 attività commerciali della zona, che hanno contribuito ai premi.

Tra gli animali da reddito, il primo posto è andato al gallo Bancomat, di Giuseppe Cicino, seguito dall’asina Martina di Secondino Moro e dal cavallo Anais di Gloria Pedulla.

Per gli animali d’affezione, la classifica ha visto al primo posto il cane Spritz, di Marzia Altobelli, seguito da Bagheera, di Clara Colaianni, e da Peppa, di Irene Micarelli.

In totale sono stati 69 gli animali iscritti, suddivisi tra le diverse categorie. Alcuni hanno partecipato alla premiazione in piazza, al termine della processione successiva alla benedizione impartita nell’aia da don Dioniso, mentre altri erano già rientrati nelle rispettive case o stalle.

La mattinata si è svolta all’insegna della festa e della condivisione, come da tradizione nell’aia di Sant’Antonio, tra famiglie, bambini e prodotti tipici, con ddubott, castagne, vino e cioccolata calda.

«Questi paesi, se gli levi cultura e tradizioni, sono spogli. Noi di cultura ne abbiamo tanta e stiamo facendo rivivere la tradizione», ha commentato il presidente dell’Asbuc Fernando Galletti, sottolineando come ogni edizione introduca elementi nuovi. Galletti ha inoltre evidenziato il contributo dell’associazione La Fenice, impegnata nell’organizzazione della rinata Sagra del fagiolo di Paganica, nel cui programma si è inserita anche la festa di Sant’Antonio Abate.

Riflettendo sul valore della ricorrenza, Galletti ha ricordato come la benedizione degli animali rappresenti un momento centrale della vita comunitaria: «È una tradizione antica ritrovarsi qui per la benedizione degli animali, senza i quali non si può vivere». Una consuetudine che resiste nel tempo, anche perché a Paganica è ancora presente un numero significativo di allevatori, «un nucleo che è quasi il più grosso dell’Italia centrale».

Soddisfazione anche da parte della presidente della Pro Loco di Paganica Simona Federici, che ha parlato di una manifestazione in crescita: «È una festa che vede una partecipazione sempre maggiore. Quest’anno ci ha aiutato anche il sole ed è stata, come sempre, una vera festa di popolo».

La giornata ha confermato il ruolo dell’aia di Sant’Antonio come luogo identitario, da sempre punto di passaggio per uomini e animali, accanto al grande abbeveratoio e luogo di partenza della monticazione, la tradizionale transumanza verticale.