Il Gran Sasso torna a riempirsi come nelle giornate migliori. L’Aquila supera 3–1 l’Ostiamare in una partita molto attesa, che mette di fronte i rossoblù e la capolista del girone. A fare la differenza, oltre ai tre gol, è il clima sugli spalti: cori continui, bandiere, famiglie sugli spalti e quella sensazione, quasi fisica, di città che si stringe intorno alla propria squadra.
Nei primi minuti le due squadre si studiano: l’Ostiamare prova a gestire il possesso, L’Aquila risponde con aggressività e campo corto, cercando di alzare subito il ritmo e di far valere la spinta del pubblico. Le prime occasioni nascono proprio da palloni recuperati nella metà campo avversaria e da cross dalle corsie laterali.
Il vantaggio rossoblù arriva poco prima della mezz’ora: su una manovra ben costruita dalla destra, la palla arriva in area a un attaccante aquilano che controlla e trova il tempo per la conclusione che batte il portiere ospite. L’urlo del Gran Sasso chiude idealmente un lungo periodo di timori e calcoli: per qualche secondo resta solo il boato.
Nella parte finale del primo tempo la partita cambia volto dopo un cartellino rosso sventolato a un giocatore dell’Ostiamare per un intervento in ritardo: la capolista resta in dieci e la gara si inclina ulteriormente dalla parte dell’Aquila, che rientra negli spogliatoi avanti e con una partita da gestire ma anche da chiudere.
La ripresa è un crescendo rossoblù. La squadra alza ancora il baricentro, costringe gli avversari nella propria metà campo e trova il raddoppio con una conclusione dal limite che piega le mani al portiere. Passano pochi minuti e arriva anche il terzo gol, nato da una ripartenza perfetta che porta un giocatore aquilano a presentarsi davanti alla porta e a firmare il 3–0, mandando in delirio la curva.
L’Ostiamare ha l’orgoglio di non crollare del tutto e, approfittando di un momento di rilassamento dei padroni di casa, accorcia le distanze su azione da palla inattiva. Il 3–1 non basta però a riaprire davvero il match: L’Aquila si ricompatta, abbassa il ritmo quando serve e accompagna la partita fino al triplice fischio tra gli applausi dello stadio.
Nel dopo gara, lo staff tecnico sottolinea soprattutto l’atteggiamento: una squadra corta, aggressiva, capace di non perdere lucidità nei momenti chiave. Dalla società arrivano parole di soddisfazione per il risultato e, soprattutto, per la risposta del pubblico, con l’invito a restare concentrati e a trasformare questa serata in un punto di partenza e non di arrivo.
In una stagione in cui ogni dettaglio può fare la differenza, un 3–1 del genere contro la capolista vale più di tre punti: è un segnale lanciato al campionato e una cartolina diversa della città, che per una domenica si riscopre unita dietro i colori rossoblù.


