Un’apertura che non chiude ancora la vertenza, ma che per circa 150 lavoratori tecnici e amministrativi della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila può rappresentare il passaggio più concreto degli ultimi mesi.
Dal confronto che si è svolto martedì 8 settembre tra organizzazioni sindacali, Regione Abruzzo e vertici dell’azienda sanitaria è arrivata infatti la disponibilità regionale ad avviare il percorso per l’internalizzazione del personale oggi impiegato attraverso servizi esternalizzati.
Al tavolo hanno partecipato Cgil L’Aquila, Fp Cgil L’Aquila, Usb Lavoro Privato e Fesica Confsal, insieme ai rappresentanti del Dipartimento Sanità della Regione e alla direzione generale e amministrativa della ASL 1.
La questione, rimasta aperta per mesi e già al centro di una mobilitazione sindacale, entra così in una fase nuova. Non significa però che le assunzioni siano già state decise né che il percorso possa considerarsi concluso.
Il vero ostacolo resta la spesa per il personale
Il punto centrale riguarda i tetti di spesa.
Per trasformare in personale direttamente impiegato dall’azienda sanitaria lavoratori che oggi operano nell’ambito di servizi affidati all’esterno occorre infatti rendere disponibili risorse nella voce destinata al costo del personale.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, il percorso potrebbe passare attraverso una riduzione della spesa sostenuta per beni e servizi e il conseguente trasferimento di quelle risorse verso il personale, nel rispetto della normativa nazionale.
La direzione della ASL 1 avrebbe inoltre rappresentato al tavolo come l’internalizzazione dei servizi interessati possa determinare una riduzione dei costi rispetto all’attuale organizzazione.
È proprio questo uno degli elementi sui quali Regione e sindacati intendono ora costruire il passaggio successivo.
Una cabina di regia con tutte le ASL abruzzesi
La Regione Abruzzo dovrebbe convocare a breve una cabina di regia alla quale parteciperanno le aziende sanitarie regionali e le organizzazioni sindacali.
L’obiettivo sarà coordinare il percorso e le richieste da sottoporre ai ministeri competenti per consentire, dove previsto, lo spostamento delle risorse oggi destinate ai servizi esternalizzati verso la spesa per il personale.
Si tratta di un passaggio tecnico, ma decisivo: senza la necessaria disponibilità finanziaria nei bilanci delle aziende sanitarie, l’apertura politica e amministrativa emersa dal tavolo dell’8 settembre rischierebbe infatti di non tradursi in una procedura concreta.
Una vertenza che va avanti da mesi
La situazione dei lavoratori tecnici e amministrativi esternalizzati della ASL 1 era arrivata a un momento particolarmente delicato all’inizio di agosto.
Dopo il confronto in Prefettura, i sindacati avevano sospeso lo stato di agitazione proprio in attesa dell’incontro fissato per l’8 settembre, indicato come uno snodo fondamentale per capire se esistessero realmente le condizioni per avviare l’internalizzazione.
La risposta arrivata dal tavolo è dunque positiva, ma resta ancora una distanza tra la disponibilità manifestata dalla Regione e l’effettivo completamento dell’operazione.
Le organizzazioni sindacali hanno accolto favorevolmente l’esito dell’incontro, annunciando allo stesso tempo che continueranno a seguire tempi e modalità dei prossimi passaggi.
Per i lavoratori coinvolti, dopo una vertenza lunga e complessa, il punto è adesso capire quanto rapidamente quella disponibilità potrà trasformarsi in atti amministrativi, coperture finanziarie e procedure effettive.