Domani è il 24 dicembre.
A L’Aquila non è un giorno qualunque.

È il giorno dell’aperitivo della Vigilia, un rito che negli anni è diventato qualcosa di più di un semplice brindisi: un appuntamento collettivo, spontaneo, capace di riempire il centro storico fin dalla mattina e di richiamare migliaia di persone da tutta la regione e anche da fuori.

Una tradizione che nasce prima del sisma

Già prima del terremoto del 2009, a L’Aquila esisteva l’usanza di incontrarsi il 24 dicembre in centro storico. Dalla tarda mattinata in poi, tra un caffè corretto e un bicchiere di vino, ci si ritrovava per salutarsi, per scambiarsi gli auguri, per rivedere amici e conoscenti tornati in città per le feste dopo mesi o anni lontani per lavoro o studio.

Era un momento semplice, informale, senza clamore. Un modo aquilano di aspettare la Vigilia.

Dopo il sisma, da usanza a rito popolare

Dopo il terremoto, quell’abitudine ha assunto un significato diverso e più profondo. L’aperitivo della Vigilia è diventato un vero rito collettivo di piazza, un modo per riappropriarsi degli spazi, per tornare a vivere il centro storico, per dirsi — anche senza parole — che la città c’era ancora.

Negli anni, l’appuntamento è cresciuto fino a trasformarsi in un evento spontaneo capace di attirare migliaia di persone. Calici alzati tra le vie, bar affollati, piazze piene, risate, abbracci, fotografie. Un’atmosfera che, come raccontato più volte negli anni, resiste anche al freddo e talvolta perfino alla neve.

Dalla mattina fino a prima della cena della Vigilia

Un elemento fondamentale da ricordare è che l’aperitivo della Vigilia a L’Aquila non è una notte.
È un appuntamento che inizia al mattino, spesso dalle 10:00, e si conclude nel tardo pomeriggio, poco prima dell’orario della cena della Vigilia.

È una festa diurna, diffusa, che vive di continuità e non di eccessi notturni. Ed è proprio questo equilibrio a renderla speciale.

I locali che hanno annunciato eventi dedicati

Anche quest’anno diversi locali hanno scelto di accompagnare ufficialmente la giornata con iniziative dedicate.

Nel centro storico:

  • Irish Pub di via Verdi accoglierà gli ospiti nell’area esterna dalle 10:00, con proposte per bere e mangiare.
  • Mamarita di via Poggio Picenze aprirà dalle 10:00, ospitando anche un dj set.
  • Enoteca Garibaldi, in piazza Chiarino, ha invitato i clienti a festeggiare l’aperitivo della Vigilia nel proprio locale.
  • Tropical di via delle Aquile propone dalle 12:00 un dj set per un dichiarato “ritorno al passato”, inserendosi pienamente nello spirito della giornata.
  • Public Enemy di via Garibaldi organizza dalle 12:00pollo fritto e bollicine”, con musica e gadget.

Impossibile non citare poi l’aperitivo del “Boss”, locale capostipite e simbolico, da cui molti fanno risalire l’origine stessa di questa tradizione cittadina.

Fuori dal centro storico, ma a ridosso di esso:

  • Donna Zelinda, nel quartiere Torrione, in viale Alcide De Gasperi, propone musica dal vivo dalle 11:00.
  • Sempre in viale Alcide De Gasperi, anche il Break Lounge Bar partecipa all’atmosfera dell’aperitivo della Vigilia.

Un appello al buonsenso

Proprio perché è un evento così partecipato e sentito, l’aperitivo della Vigilia richiede una responsabilità collettiva.

Bere sì, ma bere responsabilmente.
Organizzarsi con taxi, mezzi pubblici o con persone che non bevono alla guida è fondamentale. La festa non deve mai trasformarsi in un rischio per sé o per gli altri.

Allo stesso modo, è essenziale rispettare la città.
L’Aquila è il luogo che ospita questo rito: non va sporcata, non va trattata come uno spazio usa e getta. Bottiglie, bicchieri e rifiuti vanno conferiti negli appositi cestini. La pulizia degli spazi pubblici è un gesto di rispetto verso chi vive la città ogni giorno e verso chi la ritrova proprio domani per festeggiare.

Un rito che parla dell’Aquila

L’aperitivo della Vigilia non è solo una moda né un evento organizzato dall’alto. È un rito che racconta L’Aquila, la sua memoria, la sua capacità di ritrovarsi, di trasformare una ferita in un momento di comunità.

Domani il centro storico tornerà a riempirsi di voci, brindisi e auguri.
Che sia una giornata di festa, di incontro e di responsabilità. Perché questa tradizione continui a essere, anche negli anni a venire, un patrimonio condiviso della città.