Venti misure cautelari e un’operazione estesa oltre i confini della Valle Peligna. È scattato all’alba di martedì 3 novembre l’intervento della Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. Il dispositivo ha interessato Sulmona, diversi centri del territorio peligno e altre province italiane.

I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila su richiesta della Dda. L’attività investigativa è stata condotta dalla Sisco dell’Aquila, la Sezione investigativa del Servizio centrale operativo della Polizia.

Le contestazioni al centro dell’indagine

Gli accertamenti riguardano un presunto gruppo criminale al quale gli inquirenti attribuiscono, a vario titolo, condotte riconducibili al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni e a danneggiamenti seguiti da incendi. Nel quadro delle ipotesi di reato compaiono anche violazioni in materia di armi ed esplosivi, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

Un elemento particolarmente rilevante dell’inchiesta è la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso. Si tratta, allo stato, della qualificazione prospettata dall’accusa e sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria: non equivale a un accertamento definitivo della responsabilità delle persone coinvolte.

Il dispositivo sul territorio

Nell’operazione sono stati impiegati circa cento operatori della Polizia di Stato, con il supporto di unità cinofile. La contemporaneità degli interventi in più località indica un’attività coordinata su un’area più ampia della sola città di Sulmona.

Per la Valle Peligna la giornata segna un passaggio importante sul piano investigativo, ma occorre distinguere i dati già comunicati dagli aspetti ancora da chiarire. Il numero di venti riguarda le misure cautelari, che non devono essere automaticamente descritte come venti condanne o venti arresti: la natura dei singoli provvedimenti non è specificata nelle prime informazioni ufficiali disponibili.

La Questura dell’Aquila aveva annunciato per la mattinata una conferenza stampa con la partecipazione del procuratore distrettuale. Eventuali ulteriori dettagli sulle posizioni individuali e sullo sviluppo dell’inchiesta richiederanno conferme puntuali.

La presunzione di innocenza

Le accuse contestate restano ipotesi investigative. Per tutte le persone sottoposte a indagine vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. L’attenzione si concentra ora sugli elementi raccolti dagli investigatori e sulle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.