Un risarcimento di circa 150mila euro ai familiari di una donna morta dopo due ricoveri ospedalieri. È quanto stabilito, secondo le notizie pubblicate oggi da ReteAbruzzo e Il Germe, dal Tribunale civile di Sulmona al termine di una causa legata a un decesso avvenuto nel 2022.
La paziente aveva 64 anni ed era affetta da colecistite acuta e ascesso epatico, condizioni cliniche che interessano rispettivamente la colecisti e il fegato. Al centro del procedimento è finito il percorso di assistenza sanitaria ricevuto dalla donna e la valutazione delle responsabilità per il suo decesso.
La decisione: responsabilità del policlinico romano
Secondo le ricostruzioni diffuse dalle due testate peligne, il giudizio civile ha portato al riconoscimento di un risarcimento complessivo di circa 150mila euro in favore dei familiari. Le responsabilità individuate riguardano l’assistenza prestata da un policlinico di Roma.
Diversa la valutazione relativa all’ospedale dell’Annunziata di Sulmona: per la struttura peligna, sempre secondo quanto riferito dalle fonti, la decisione ha escluso responsabilità nella vicenda.
Si tratta di una distinzione essenziale, soprattutto quando una storia clinica comprende più accessi o ricoveri. Non è corretto attribuire indistintamente a tutti gli ospedali coinvolti nel percorso di cura le conclusioni pronunciate dal giudice.
Una vicenda iniziata nel 2022
La morte della donna risale a quattro anni fa. Il procedimento civile è giunto ora a una decisione che, secondo quanto riportato, riconosce ai familiari un risarcimento per la perdita subita.
Il risarcimento non può cancellare la perdita subita, ma rappresenta l’esito di un accertamento giudiziario sulle modalità dell’assistenza. Nelle cause di responsabilità sanitaria è determinante distinguere il decorso della malattia dalle condotte ritenute rilevanti sotto il profilo giuridico. È questa la materia sulla quale si concentra il giudizio civile.
Non avendo a disposizione il testo integrale della sentenza, non è possibile attribuire al giudice formulazioni testuali, percentuali di responsabilità, nomi di sanitari o dettagli medico-legali ulteriori rispetto a quelli riportati dalle fonti consultate. Non è stato inoltre verificato se il provvedimento sia definitivo o ancora impugnabile.
La vicenda torna così all’attenzione pubblica con una decisione che distingue la posizione del policlinico romano da quella dell’ospedale di Sulmona e riconosce un risarcimento ai familiari della paziente.
Fonti: ReteAbruzzo, 14 ottobre 2026; Il Germe, 14 ottobre 2026.
Fotografia d’archivio: Lorenzo Testa / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0. Adattamento: ritaglio per il formato editoriale.