Per una giornata la distanza tra un laboratorio di ricerca e una piazza del centro storico praticamente scompare. È quello che è accaduto all’Aquila con SHARPER 2026, la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici che venerdì 25 settembre ha riportato scienza, tecnologia ed esperimenti tra cittadini, famiglie e studenti.

Piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele, Palazzo dell’Emiciclo e altri luoghi del centro sono diventati spazi nei quali incontrare direttamente chi lavora ogni giorno nella ricerca, osservare dimostrazioni, partecipare a laboratori e scoprire cosa accade dietro attività scientifiche che spesso rimangono lontane dalla vita quotidiana.

Il risultato è stato un centro storico attraversato da migliaia di visitatori, con Piazza Duomo riconoscibile anche per l’illuminazione fucsia che accompagna l’identità visiva di SHARPER.

Dalle profondità del Gran Sasso fino allo spazio

Il tema scelto per l’edizione 2026 è racchiuso nello stesso significato dell’acronimo SHARPER: SHAring Researchers’ Passion for Extreme Regions.

Le “regioni estreme” non sono soltanto luoghi fisicamente difficili da raggiungere. Sono anche i confini entro i quali la ricerca prova a spingersi per conoscere fenomeni ancora poco compresi.

All’Aquila questo significato assume una dimensione particolarmente concreta. I Laboratori Nazionali del Gran Sasso hanno mostrato al pubblico come si studia la fisica sotto una montagna, sfruttando le condizioni uniche offerte dagli ambienti sotterranei per osservare fenomeni estremamente difficili da rilevare in superficie.

Dall’altra parte dello spettro, l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo dell’INAF ha portato in Piazza Duomo astronomia, telescopi e attività dedicate alla conoscenza dell’Universo. La serata è arrivata fino all’osservazione diretta del cielo dal colonnato dell’Emiciclo.

In mezzo, un viaggio che ha toccato anche la ricerca geofisica nelle zone polari, le onde gravitazionali, lo studio dei terremoti, la biodiversità e numerosi altri settori scientifici.

La ricerca spiegata senza rimanere chiusa nei laboratori

La formula di SHARPER punta proprio sull’incontro diretto.

Fin dalla mattina sono state coinvolte scuole di diversi ordini e gradi, con attività pratiche, laboratori e occasioni per parlare direttamente con ricercatrici e ricercatori.

Nel pomeriggio e fino alla sera il pubblico si è allargato alla città. Esperimenti, giochi, dimostrazioni, spettacoli e installazioni hanno permesso di affrontare argomenti complessi senza trasformare l’appuntamento in una sequenza di conferenze riservate agli addetti ai lavori.

A Piazza Duomo i più piccoli hanno trovato anche Particellaland, il parco giochi scientifico organizzato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, mentre l’INAF ha proposto attività dedicate all’astronomia e un percorso virtuale tra quiz e coding.

Il Gran Sasso Science Institute ha invece portato in piazza esperienze dedicate alle onde gravitazionali e, lungo Corso Vittorio Emanuele, laboratori partecipativi sulle geografie della memoria e sul rapporto tra persone e città.

Dalla ricerca all’innovazione

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è stato anche uno spazio specificamente dedicato al trasferimento tecnologico dell’INFN.

Con il progetto OPEN.INFN2 il pubblico ha potuto vedere come una conoscenza sviluppata nella ricerca fondamentale possa uscire dal laboratorio e diventare una tecnologia, un brevetto o una soluzione utilizzabile anche in settori molto diversi da quello nel quale è nata.

È un passaggio meno immediatamente visibile rispetto a un esperimento o a un’osservazione astronomica, ma rappresenta uno degli aspetti più concreti del rapporto tra ricerca e società.

L’obiettivo è mettere in comunicazione non soltanto scienziati e cittadini, ma anche ricerca, imprese e sistema produttivo.

Scienza, spettacolo e città

SHARPER ha utilizzato anche linguaggi diversi da quelli tradizionalmente associati alla divulgazione.

Piazza Duomo ha ospitato lo spettacolo “Se la Terra potesse parlare”, tra musica, teatro e temi ambientali, seguito da “Il giocoliere della scienza”, nel quale equilibrio, moto e attrito sono diventati materia per raccontare la fisica attraverso palline, cerchi, clave e monociclo.

L’INGV ha invece permesso ai visitatori di entrare virtualmente nelle basi scientifiche in Antartide e Groenlandia attraverso visori 3D e di conoscere più da vicino il lavoro svolto nella sorveglianza sismica e nell’allerta tsunami.

Accanto agli enti di ricerca sono state presenti numerose realtà del territorio, dall’Accademia di Belle Arti al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, fino all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, che ha presentato la WebApp “Quarti di Rinascita”.

Un rapporto tra L’Aquila e la ricerca che esce allo scoperto

L’edizione aquilana di SHARPER è organizzata dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN con il patrocinio e il contributo del Comune dell’Aquila e la collaborazione di numerose istituzioni scientifiche, culturali e territoriali.

L’appuntamento è associato all’iniziativa europea MSCA and Citizens ed è finanziato nell’ambito delle Azioni Marie Skłodowska-Curie di Horizon Europe. L’edizione 2026 è inoltre inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura.

Al di là del calendario delle singole iniziative, la giornata mostra soprattutto un elemento ormai strutturale per la città: il rapporto tra L’Aquila e la ricerca non passa soltanto attraverso università e laboratori, ma sempre più spesso entra direttamente negli spazi urbani.

SHARPER non si esaurisce completamente con la notte del 25 settembre. Sabato 26 e domenica 27 settembre al Centro Commerciale L’Aquilone prosegue l’esperienza del planetario digitale “99 modi per viaggiare nell’Universo”, mentre domenica 27 al MAXXI L’Aquila è prevista una visita guidata alla mostra “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila” collegata al programma della manifestazione.