Si completa con Paganica e Torretta-Gignano-Sant’Elia il programma di apertura dei quattro nuovi plessi scolastici presentati alla città alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico 2026-2027.
Lunedì era toccato alla primaria “Buccio di Ranallo” di Coppito e alla nuova scuola dell’infanzia “Piletto” di Pile. Oggi, 15 settembre, bambini, famiglie e personale scolastico hanno potuto entrare per la prima volta nei nuovi spazi della scuola dell’infanzia “L’Albero dai mille colori” di Paganica e del nuovo polo scolastico di Torretta-Gignano-Sant’Elia, destinato a ospitare sia la scuola dell’infanzia sia quella primaria.
Nel complesso, le quattro strutture sono dimensionate per accogliere 645 bambini e ragazzi. Le due aperte oggi rappresentano la parte numericamente più consistente dell’intervento, con una capacità complessiva di 460 alunni.
Alle aperture hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Pierluigi Biondi, rappresentanti del ministero dell’Istruzione e del Merito, dell’Ufficio scolastico regionale, della Struttura di missione per la ricostruzione, dirigenti scolastici, tecnici e amministratori.
Presente anche Nataliia Chyzhevska, vicesindaca della città ucraina di Korosten, in questi giorni all’Aquila con una delegazione impegnata in una serie di incontri dedicati alla cooperazione sui processi di ricostruzione post-conflitto.
A Paganica una nuova scuola per 120 bambini
La nuova scuola dell’infanzia “L’Albero dai mille colori” può accogliere 120 bambini distribuiti in quattro sezioni.
Il cantiere era stato avviato il 22 dicembre 2023 e i lavori si sono conclusi il 30 giugno scorso.
L’edificio si sviluppa su 1.335 metri quadrati ed è composto da sei blocchi. Quattro sono destinati alle sezioni, ciascuna dotata di propri bagni e spogliatoi, mentre gli altri ospitano i servizi.
A collegare gli ambienti è un atrio centrale sul quale si affacciano gli spazi comuni, compresa l’area per le attività libere e la mensa. Le ampie superfici vetrate sono state pensate per aumentare luminosità e rapporto visivo tra interno ed esterno.
L’investimento complessivo è di 2 milioni e 145mila euro, finanziati attraverso il Pnrr.
La nuova struttura segna soprattutto il passaggio definitivo da una lunga stagione di soluzioni temporanee a un edificio progettato fin dall’inizio per le esigenze dell’infanzia.
Torretta-Gignano-Sant’Elia, un polo per 340 alunni
Dimensioni ancora maggiori per il nuovo polo di Torretta-Gignano-Sant’Elia.
La struttura è stata progettata per 340 alunni: 90 bambini nelle tre sezioni dell’infanzia e 250 studenti nelle dieci classi della scuola primaria.
I lavori erano iniziati il 20 luglio 2022 e si sono conclusi il 2 settembre, a pochi giorni dall’apertura del nuovo anno scolastico.
Il complesso occupa 2.769 metri quadrati e, oltre alle aule, comprende tre laboratori, una biblioteca destinata agli insegnanti, refettorio, uffici di segreteria e una palestra che potrà essere utilizzata non soltanto dalla scuola ma anche dalla comunità.
Infanzia e primaria hanno ingressi distinti. Ogni sezione dell’infanzia dispone inoltre di bagno, spogliatoio e giardino esterno, mentre i diversi corpi dell’edificio sono intervallati da corti e aree verdi.
All’esterno sono stati realizzati un campo attrezzato e oltre mille metri quadrati destinati a parcheggio, collegati al nuovo accesso su via Manieri.
Anche il cortile è stato pensato con una funzione più ampia rispetto alla sola attività scolastica: potrà ospitare manifestazioni e iniziative aperte al quartiere e alla città.
Per il nuovo polo l’investimento complessivo ammonta a 8 milioni e 445.200 euro. Di questi, 5,2 milioni provengono dalle risorse del Decreto Diset 48/2013 e altri 2 milioni e 775.200 euro sono stati assegnati dal Cipess con la delibera 93 del 2024.
Quattro nuove aperture prima della prima campanella
Paganica e Torretta chiudono così il percorso iniziato con le aperture di Coppito e Pile.
Alla primaria “Buccio di Ranallo” il precedente Musp è stato trasformato in una struttura permanente e ampliato, mentre a Pile è stata realizzata la nuova scuola dell’infanzia “Piletto”.
Il risultato complessivo è una disponibilità di 645 posti distribuiti nei quattro plessi.
Il dato quantitativo, però, racconta soltanto una parte della storia. A diciassette anni dal terremoto del 2009, il completamento di nuove strutture scolastiche continua ad avere all’Aquila un significato particolare proprio perché il mondo della scuola è stato uno dei settori costretti più a lungo a convivere con edifici provvisori, trasferimenti e soluzioni temporanee.
È su questo aspetto che si sono concentrate anche le parole dei dirigenti scolastici intervenuti alle aperture.
Damiano Lupo ha ricordato come la scuola abbia continuato a svolgere la propria funzione anche negli anni più difficili, adattandosi agli spazi provvisori, e ha invitato gli studenti a considerare i nuovi edifici come luoghi da vivere e di cui avere cura.
Monia Lai ha sottolineato invece le opportunità offerte dai nuovi ambienti per lo sviluppo dell’offerta formativa dell’Istituto comprensivo “G. Mazzini”, mentre Gilberto Marimpietri ha richiamato il valore dell’ampliamento della “Buccio di Ranallo” di Coppito per costruire una scuola più funzionale e inclusiva.
Dalle inaugurazioni alla prova quotidiana
Con l’apertura dei quattro plessi si chiude una fase importante, ma quella decisiva comincia con l’ingresso quotidiano degli studenti.
Edifici nuovi, laboratori, mense, palestre e spazi esterni rappresentano un miglioramento concreto soltanto nella misura in cui riescono a diventare parte stabile della vita scolastica e dei quartieri nei quali sono inseriti.
Per Torretta-Gignano-Sant’Elia questo principio è evidente nella scelta di rendere palestra e cortile utilizzabili anche per attività rivolte alla comunità. A Paganica, invece, il progetto punta soprattutto sulla qualità degli ambienti dedicati ai bambini più piccoli e sulla connessione tra le sezioni e gli spazi comuni.
Dopo anni nei quali una parte consistente del dibattito cittadino sull’edilizia scolastica è stata inevitabilmente legata ai ritardi della ricostruzione e alla permanenza nei Musp, l’apertura contemporanea di quattro strutture rappresenta quindi un passaggio concreto.
La verifica, da adesso in poi, sarà quella più importante: vedere questi edifici riempirsi ogni giorno di studenti, insegnanti e famiglie e trasformarsi da cantieri conclusi in scuole realmente vissute.