Dal 1° novembre viaggiare in abbonamento tra L’Aquila e Roma costerà di più. Il mensile salirà a 195 euro, il settimanale a 65. La revisione delle tariffe annunciata da TUA ha aperto un confronto che riguarda direttamente chi raggiunge la Capitale per lavoro o per studio. Alle contestazioni della consigliera regionale Carla Mannetti, che chiede lo stop ai rincari e chiarimenti sul servizio, si è aggiunta oggi, 16 ottobre, la risposta dell’azienda di trasporto.
La questione non è soltanto quanto costerà il viaggio. Sul tavolo ci sono anche i posti disponibili negli orari più frequentati, il potenziamento delle corse feriali e il ruolo che il collegamento con Roma svolge per chi ha scelto di continuare a vivere nel capoluogo abruzzese o nei comuni vicini.
Le nuove tariffe: fino a 35 euro in più al mese
L’avviso tariffario richiamato da Mannetti è del 13 ottobre e indica l’entrata in vigore dei nuovi importi dal 1° novembre 2026. Il costo dell’abbonamento mensile sarà di 195 euro, mentre quello settimanale arriverà a 65 euro.
Il confronto con i prezzi precedenti cambia in base alla formula utilizzata. Per gli abbonamenti dal lunedì al venerdì indicati dalla consigliera regionale, il mensile passa da 160 a 195 euro, con un incremento di 35 euro, pari a circa il 22%. Il settimanale sale da 50 a 65 euro, cioè 15 euro in più e un aumento del 30%. Rispetto alle altre tariffe di riferimento richiamate da Mannetti, 170 euro per il mensile e 55 per il settimanale, gli aumenti risultano rispettivamente di circa il 15% e il 18%.
Sono differenze che pesano soprattutto su chi utilizza il collegamento con regolarità. Per questa ragione, prima del rinnovo, sarà importante verificare con TUA quale tipologia di abbonamento corrisponda alle proprie esigenze e quali condizioni si applichino al titolo acquistato.
Mannetti chiede un’audizione prima del 1° novembre
La consigliera regionale della Lega Carla Mannetti ha chiesto al presidente della Commissione di Vigilanza, Sandro Mariani, di convocare con urgenza i vertici di TUA. La richiesta riguarda il presidente della società, il direttore generale e il responsabile dei servizi commerciali, con l’obiettivo di affrontare il tema prima che i nuovi prezzi entrino in vigore.
Mannetti contesta che i rincari arrivino mentre, secondo le segnalazioni dei pendolari da lei raccolte, nelle ore di punta continuano a verificarsi situazioni di sovraffollamento, con il rischio che alcuni viaggiatori non riescano a salire. Chiede inoltre di conoscere i dati relativi ai costi e ai ricavi della linea, il livello di occupazione delle corse e i tempi del potenziamento dei collegamenti feriali, che sostiene sia atteso da oltre un anno.
Anche le nuove partenze festive annunciate — alle 9:45 dall’Aquila e alle 15 da Roma, secondo le informazioni richiamate dalla consigliera — non risponderebbero, a suo giudizio, alle difficoltà di chi si sposta quotidianamente nei giorni lavorativi. La richiesta politica è quindi di sospendere gli aumenti e aprire un confronto con i pendolari.
TUA: «Linea commerciale senza contributi pubblici»
Nella nota diffusa oggi, TUA precisa che il collegamento L’Aquila–Roma è gestito a mercato, senza contributi pubblici: la continuità economica del servizio, spiega l’azienda, dipende dai ricavi della linea. Per questo ritiene necessario un aggiornamento tariffario di fronte all’aumento dei costi, in particolare di quelli del gasolio.
L’azienda sottolinea che non si tratta di un rincaro generalizzato: cambieranno soltanto gli abbonamenti settimanali e mensili, mentre le altre tariffe resteranno invariate. A giudizio di TUA, i nuovi importi rimarranno competitivi rispetto a quelli dei principali operatori concorrenti e inferiori alle tariffe del trasporto pubblico locale regionale autostradale.
La società dichiara inoltre di aver già informato formalmente la Regione Abruzzo della rimodulazione. Sul fronte del servizio conferma il potenziamento dei collegamenti festivi e il programma di rinnovo della flotta, che prevede di completare entro l’anno gli interventi destinati alla linea. TUA si dice disponibile al confronto istituzionale.
Il nodo delle corse feriali resta aperto
La replica chiarisce le motivazioni economiche degli aumenti, ma non chiude il confronto sui collegamenti più utilizzati da lavoratori e studenti. Il punto da verificare sarà se e quando l’offerta nelle fasce di punta verrà rafforzata, con quali mezzi e sulla base di quali dati di affluenza.
Per molti pendolari la L’Aquila–Roma non è un collegamento occasionale, ma una parte dell’organizzazione quotidiana della propria vita. Il costo degli abbonamenti e l’affidabilità delle corse incidono sulla possibilità concreta di abitare in provincia e raggiungere la Capitale senza trasferirsi. È su questo equilibrio, prima ancora che sul confronto politico, che si misureranno gli effetti della decisione.
Fonti: ANSA, 15 ottobre, Abruzzo Sera, 16 ottobre, nota TUA riportata da Terre Marsicane, 16 ottobre.
Fotografia d’archivio: Damiano Costantini / Trasporti a Roma, licenza CC BY 4.0; immagine ritagliata per la pubblicazione.