L’AQUILA – Un gazebo nel centro cittadino per raccogliere firme a sostegno delle proposte di Fratelli d’Italia sul velo integrale e sul contrasto al fondamentalismo religioso. L’appuntamento è fissato per sabato 7 novembre 2026, dalle 10:30 alle 13:00, in Corso Vittorio Emanuele, all’Aquila. L’iniziativa è promossa dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia nell’ambito della campagna nazionale «Nessuna resti nascosta».

La locandina diffusa dagli organizzatori reca due messaggi: «Vietiamo il velo integrale» e «Fermiamo l’integralismo islamico». La raccolta firme intende sostenere un intervento legislativo che, nelle intenzioni del partito, riguarda sia la riconoscibilità del volto negli spazi pubblici sia il contrasto alle imposizioni e alle pratiche coercitive nei confronti delle donne.

Il gazebo del 7 novembre in centro all’Aquila

Il punto informativo sarà allestito lungo Corso Vittorio Emanuele, nella fascia oraria della mattina. I cittadini potranno informarsi sui contenuti dell’iniziativa e sulla proposta parlamentare sostenuta dalla campagna. Le firme raccolte hanno una finalità di sostegno politico a un testo già presentato alla Camera: non si tratta dell’annuncio di un referendum né di un provvedimento già entrato in vigore.

Il coordinamento provinciale collega la manifestazione ai temi della libertà individuale, della dignità delle donne e del contrasto a eventuali forme di costrizione. Il confronto pubblico riguarda, allo stesso tempo, il rapporto fra tutela della persona, libertà religiosa e regole per l’identificazione nei luoghi aperti al pubblico.

La proposta di legge: non soltanto il divieto del velo integrale

Il riferimento parlamentare della campagna è la proposta di legge A.C. 2562, intitolata «Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di contrasto del fondamentalismo religioso», presentata il 5 agosto 2025 e prima firmataria la deputata Sara Kelany, insieme a Francesco Filini, Galeazzo Bignami, Elisabetta Christiana Lancellotta, Maddalena Morgante e Andrea Di Giuseppe. Il testo, abbinato alle proposte C. 1385 Iezzi e C. 2702 Bordonali, è all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera: il 21 ottobre 2026 la Commissione ha adottato la proposta Kelany come testo base per il prosieguo dell’iter. Non è ancora una legge.

Il provvedimento affronta più aspetti. Sul piano del riconoscimento delle persone propone di intervenire sulla normativa relativa agli indumenti e agli oggetti che coprono il volto nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, comprendendo scuole, università, uffici ed esercizi commerciali. Il riferimento è al velo integrale, come burqa e niqab, che copre il volto: una questione distinta dall’uso di copricapi che lasciano il viso scoperto.

Un altro capitolo riguarda il rafforzamento delle pene per la costrizione o induzione al matrimonio, con attenzione anche alle pressioni fondate su precetti religiosi. Sono inoltre previste nuove fattispecie penali per gli esami e i certificati finalizzati ad attestare la verginità, fatti salvi gli accertamenti effettuati per ragioni sanitarie nei casi previsti dal testo.

La proposta contempla infine disposizioni sulla trasparenza dei finanziamenti, anche provenienti dall’estero, destinati agli enti religiosi e alla realizzazione di luoghi di culto, oltre a interventi contro la propaganda di odio religioso e alla possibilità di chiusura temporanea di luoghi di culto nei casi disciplinati dalla legge proposta.

Il quadro normativo e il confronto sui diritti

L’ordinamento italiano già contiene, nell’articolo 5 della legge 152 del 1975, disposizioni che vietano, senza giustificato motivo, l’uso in luoghi pubblici di mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona. Il progetto in discussione alla Camera mira a modificare e precisare quella disciplina.

È un tema sul quale si intrecciano esigenze diverse: l’identificazione e la sicurezza, la protezione dalle coercizioni e la libertà religiosa e personale. L’eventuale ampliamento dei divieti dovrà quindi essere valutato nel percorso parlamentare, anche alla luce delle garanzie costituzionali. Il sostegno dei promotori alla proposta non equivale alla sua approvazione legislativa.

Il QR code sulla locandina

La locandina dell’appuntamento aquilano riporta anche un QR code che rimanda a una pagina del sito nazionale di Fratelli d’Italia, nella sezione dedicata alle campagne contro l’integralismo islamico. Dalla pagina pubblicamente consultabile non è stato possibile verificare una procedura autonoma di sottoscrizione online direttamente collegata al QR. L’appuntamento annunciato per il 7 novembre resta dunque il gazebo in Corso Vittorio Emanuele, dove la raccolta delle firme è prevista in presenza.