Si è tenuta a Bruxelles una consultazione promossa dal Comitato europeo delle regioni (Cor) sul futuro delle Capitali europee della cultura. L’incontro è stato guidato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in qualità di relatore del parere sulla proposta della Commissione europea per il rinnovo dell’iniziativa nel periodo 2034-2047. Alla riunione, svoltasi in presenza e online, hanno partecipato oltre trenta rappresentanti di istituzioni europee e internazionali, regioni, città e reti culturali provenienti da una decina di Paesi. A supporto del relatore, come esperto, ha preso parte la responsabile del servizio Coordinamento eventi e progetti speciali – Cultura e Turismo del Comune dell’Aquila, Iole Di Giampietro.
Verso la definizione del parere europeo
La consultazione rappresenta un passaggio fondamentale nella stesura del documento, offrendo ai portatori di interesse l’opportunità di condividere esperienze, osservazioni e proposte per delineare le linee guida del programma e la versione definitiva del parere del Cor.
«Le Capitali europee della cultura rappresentano una delle iniziative più significative per valorizzare il patrimonio comune europeo, avvicinare i cittadini e offrire nuove prospettive di sviluppo alle città», ha dichiarato il sindaco dell’Aquila e relatore del Comitato, Pierluigi Biondi. «La sfida è fare in modo che il titolo non si esaurisca in un anno di eventi, ma lasci risultati concreti e duraturi, capaci di incidere sulla vita delle comunità anche quando i riflettori si spengono».
Le priorità indicate dal relatore
Nel corso del confronto, Biondi ha delineato diverse priorità strategiche:
- Valorizzazione delle identità: riconoscere il patrimonio storico, le tradizioni e i legami tra i territori europei accanto alle collaborazioni internazionali.
- Eredità duratura: garantire che l’anno del titolo produca benefici estesi anche ai comuni circostanti, misurati nel tempo attraverso valutazioni indipendenti.
- Formazione e competenze: preparare per tempo le competenze con iniziative aperte anche ai giovani di altri Paesi, configurando una sorta di Erasmus delle Capitali della cultura.
- Accessibilità delle candidature: rendere più agevole il percorso di preselezione con una proposta sintetica, richiedendo il progetto completo soltanto alle città ammesse alla fase successiva.
- Cultura come infrastruttura sociale: trasformare la cultura da asset verticale a elemento trasversale delle politiche pubbliche.
«L’Europa è più forte quando riconosce e valorizza la ricchezza delle identità che la compongono», ha aggiunto Biondi. «Per questo la cultura deve essere considerata una politica trasversale, capace di dialogare con le strategie di sviluppo economico, la coesione sociale, il turismo e le politiche giovanili. Dobbiamo costruire un modello nel quale le risorse investite nella cultura producano valore nel tempo e siano accessibili anche alle amministrazioni che dispongono di minori mezzi».
I prossimi passaggi istituzionali
La proposta di parere sarà esaminata dalla commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (Sedec) del Comitato europeo delle regioni nella riunione del 10 dicembre. L’adozione definitiva da parte dell’Assemblea plenaria è invece prevista per il 3 e 4 febbraio 2027.
«Essere alla guida di questo lavoro come relatore è una responsabilità importante e, allo stesso tempo, un’opportunità per portare la prospettiva dei territori all’interno del processo decisionale europeo», ha concluso il sindaco. «L’Aquila, con il suo percorso di rinascita e con l’esperienza di Capitale italiana della Cultura, può offrire un contributo concreto alla costruzione di politiche capaci di riconoscere nella cultura una leva strategica per il futuro delle comunità».