Diciotto milioni e 250mila euro per realizzare una cassa di espansione sul fiume Aterno e ridurre il rischio legato alle piene nella zona dell’Aquila.
È l’intervento più consistente, per importo, tra le quattro opere inserite nel nuovo programma da oltre 47 milioni di euro destinato alla mitigazione del rischio idraulico in Abruzzo.
Le risorse arrivano dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso una deliberazione CIPESS. Il progetto sull’Aterno ha inoltre già ottenuto il parere dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale.
Il punto centrale, però, è capire cosa verrà realizzato e soprattutto a cosa servirà.
Cos’è una cassa di espansione
La funzione è quella di laminare le piene.
In termini semplici, durante un evento particolarmente intenso una parte dell’acqua può essere temporaneamente trattenuta in un’area predisposta allo scopo, evitando che tutta la portata arrivi contemporaneamente nei tratti più esposti del fiume.
L’obiettivo è quindi abbassare il picco della piena e ridurre la pressione sull’alveo e sulle aree circostanti.
Non si tratta di eliminare la possibilità che il livello dell’Aterno aumenti durante precipitazioni eccezionali, ma di creare uno strumento strutturale per rendere più gestibili gli eventi più critici.
Il precedente di gennaio
La necessità di intervenire sul rischio idraulico non è soltanto teorica.
Il 5 gennaio 2026, dopo oltre 36 ore di piogge persistenti, il livello dell’Aterno aveva superato la soglia di guardia in alcuni tratti dell’Alta Valle e nell’area aquilana.
Il Centro Funzionale d’Abruzzo aveva successivamente comunicato il superamento del livello di allarme lungo l’asta del fiume, attivando il sistema di allertamento rivolto ai Comuni interessati.
A L’Aquila erano stati segnalati allagamenti e criticità in più zone e la Protezione Civile aveva mantenuto sotto osservazione il corso d’acqua fino al rientro dei livelli sotto le soglie di attenzione.
Un episodio recente che rende immediatamente comprensibile la funzione dell’opera finanziata oggi.
L’opera era già nella programmazione
La cassa di espansione dell’Aterno non nasce con l’annuncio di queste ore.
L’intervento compare già nella programmazione dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale con un costo indicato di 18,25 milioni di euro e con la Regione Abruzzo come soggetto attuatore.
Ora la copertura finanziaria viene inserita nel nuovo pacchetto nazionale dedicato alla mitigazione del rischio idraulico.
Secondo quanto comunicato dalla Regione, il livello di progettazione raggiunto dovrebbe consentire di avviare immediatamente le attività propedeutiche all’apertura dei cantieri.
Questo non significa che i lavori partano materialmente da un giorno all’altro: restano i passaggi tecnici e amministrativi necessari prima dell’apertura effettiva del cantiere.
Oltre 47 milioni su quattro fiumi
L’intervento dell’Aquila assorbe la quota più alta del programma regionale.
Gli altri finanziamenti riguardano 10,19 milioni di euro per il secondo lotto sul fiume Saline, 10,5 milioni per il completamento delle opere sul Foro alla confluenza con il torrente Dendalo e 8,25 milioni per la sistemazione idraulica del Tronto dalla Statale 16 alla foce.
Nel complesso si tratta di oltre 47 milioni di euro.
Tutti gli interventi hanno acquisito il parere dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e sono stati valutati rispetto agli obiettivi del Piano di Assetto Idrogeologico.
Per l’Aquila, però, la partita principale riguarda l’Aterno: un fiume che attraversa l’intera conca e che nei periodi di pioggia intensa continua a rappresentare uno dei punti più delicati del sistema idraulico territoriale.
Il finanziamento da 18,25 milioni porta ora la futura cassa di espansione dalla programmazione verso la fase operativa.