Per alcuni giorni è stata una soluzione necessaria per evitare che l’elisoccorso abruzzese si fermasse. Ora il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco propone di capire se quella collaborazione possa diventare qualcosa di stabile.

Il Conapo Abruzzo chiede alla Regione di aprire un confronto sulla possibilità di affidare strutturalmente al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, attraverso una specifica convenzione, un servizio di elisoccorso tecnico-sanitario integrato con il 118.

La proposta arriva al termine di settimane complicate per il sistema regionale.

Dopo la scadenza del precedente affidamento, due procedure di gara non hanno prodotto un nuovo gestore e la Regione ha dovuto organizzare una fase transitoria per evitare interruzioni nelle basi dell’Aquila e di Pescara.

In quei giorni la continuità del soccorso è stata garantita mettendo insieme più risorse: mezzi dell’operatore uscente, disponibilità delle Regioni confinanti, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

È proprio da questa esperienza che il Conapo chiede ora di partire.

Due gare senza risultato e una soluzione d’emergenza

La vicenda nasce dalla difficoltà di arrivare in tempo a un nuovo affidamento ordinario.

La Regione Abruzzo ha confermato che due procedure gestite da AreaCom, una aperta e una successivamente negoziata, si sono concluse senza offerte utili.

Con il precedente contratto ormai in scadenza, il rischio da evitare era quello più delicato: lasciare anche temporaneamente scoperto un servizio essenziale dell’emergenza-urgenza.

È stato quindi predisposto un sistema integrato che ha coinvolto anche Lazio, Marche e Umbria, oltre ai mezzi messi a disposizione dai Vigili del Fuoco e dalla Guardia di Finanza.

La Regione ha assicurato che le basi Hems dell’Aquila e di Pescara sono rimaste operative e che le centrali del 118 hanno continuato a scegliere, per ciascun intervento, il mezzo considerato più adatto.

Parallelamente AreaCom ha cercato un nuovo operatore attraverso una procedura d’urgenza.

Il 17 settembre è arrivata la determina che affida per tre anni il servizio alla società Elitaliana A&T, con l’avvio della nuova gestione previsto dopo il completamento degli adempimenti necessari.

La fase emergenziale è quindi destinata a chiudersi.

Ma il dibattito aperto in quei giorni resta.

La proposta: non solo un elicottero, ma un sistema integrato

Il punto sollevato dal Conapo non consiste semplicemente nel chiedere alla Regione di utilizzare un elicottero dei Vigili del Fuoco al posto di quello di un operatore privato.

La proposta è più ampia.

Il sindacato immagina un sistema nel quale la componente sanitaria del 118 e quella tecnica dei Vigili del Fuoco operino stabilmente insieme, ciascuna con le proprie competenze.

In un normale trasporto sanitario la componente medica è naturalmente centrale.

Ma molti degli interventi nei quali viene utilizzato un elicottero avvengono in condizioni più complesse: incidenti stradali, persone bloccate in montagna, crolli, incendi, calamità o luoghi nei quali non è possibile atterrare nelle immediate vicinanze del paziente.

Sono proprio questi gli scenari nei quali capacità sanitaria e soccorso tecnico finiscono frequentemente per sovrapporsi.

Secondo il Conapo, l’esperienza maturata durante la fase di emergenza avrebbe dimostrato che una collaborazione più strutturata è tecnicamente possibile.

Una proposta che il sindacato porta avanti da anni

L’idea, in realtà, non nasce dalla crisi delle ultime settimane.

Il Conapo ricorda di aver posto la questione già nel 2014, chiedendo alla Regione di valutare un servizio integrato attraverso il Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Pescara.

Il sindacato richiama inoltre esperienze realizzate in altre regioni e sostiene che la normativa consenta accordi specifici tra le amministrazioni regionali e il Corpo nazionale per attività di soccorso pubblico nelle quali sia necessaria la componente aerea.

Da qui la richiesta di non considerare l’impiego di questi giorni come una parentesi da chiudere automaticamente con l’arrivo del nuovo gestore.

Per il Conapo, la Regione dovrebbe almeno confrontare costi, organizzazione, prestazioni e sostenibilità dei diversi modelli prima di decidere quale strada seguire negli anni successivi.

Il nuovo affidamento intanto parte

Il quadro amministrativo, nel frattempo, ha però già compiuto un passo importante.

AreaCom ha disposto un affidamento in urgenza triennale a Elitaliana A&T, con due basi operative previste all’Aquila e a Pescara.

Questo significa che la proposta del Conapo non sostituisce automaticamente il nuovo affidamento e non rappresenta una decisione già presa dalla Regione.

È, al momento, una richiesta di aprire un confronto sul modello futuro.

La distinzione è importante perché nelle ultime ore il tema dell’elisoccorso ha prodotto più piani sovrapposti: da un lato la necessità immediata di evitare l’interruzione del servizio, dall’altro il nuovo contratto triennale e, infine, la discussione su quale organizzazione potrebbe essere più efficace nel lungo periodo.

L’Aquila e le aree interne hanno molto in gioco

Per la provincia dell’Aquila il tema ha un peso particolare.

In un territorio esteso, montano e caratterizzato da numerosi centri lontani dagli ospedali principali, la possibilità di raggiungere rapidamente una persona ferita può fare una differenza decisiva.

L’elisoccorso non serve soltanto a trasferire pazienti da un ospedale all’altro.

Serve soprattutto quando le distanze stradali sono lunghe o quando il luogo dell’emergenza è difficile, se non impossibile, da raggiungere rapidamente via terra.

Gran Sasso, Sirente-Velino, Alto Sangro, Valle Subequana e numerose altre zone della provincia rendono evidente quanto la componente aerea sia legata anche alla geografia delle aree interne.

Per questo la discussione non dovrebbe ridursi alla contrapposizione tra gestione pubblica e privata.

La domanda concreta è quale modello riesca a garantire contemporaneamente disponibilità dei mezzi, personale sanitario, capacità di soccorso tecnico, rapidità di intervento e continuità del servizio.

Ora servono numeri e confronto

La proposta del Conapo apre quindi una discussione che può essere utile, ma che per essere valutata richiede dati.

Quanto costerebbe un sistema stabile basato su una convenzione con i Vigili del Fuoco? Quale sarebbe la disponibilità effettiva dei mezzi? Come verrebbero organizzati gli equipaggi sanitari? E come si garantirebbe che l’utilizzo per l’elisoccorso non interferisca con le altre funzioni istituzionali del Corpo?

Sono questioni alle quali non basta rispondere sulla base dell’esperienza di pochi giorni.

Allo stesso modo, il nuovo affidamento dovrà dimostrare sul campo quali prestazioni, mezzi e tempi sia in grado di garantire.

L’emergenza delle ultime settimane ha però prodotto almeno un risultato: riportare al centro del dibattito non soltanto chi debba gestire l’elisoccorso, ma quale modello sia più adatto a un territorio complesso come quello abruzzese.

La richiesta del Conapo è di utilizzare questo passaggio per valutarlo seriamente, invece di attendere la prossima scadenza contrattuale.