Il Comune dell’Aquila, insieme all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) e all’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), ha espresso formalmente la propria vicinanza alle popolazioni colpite dal ciclone Harry e la piena disponibilità a collaborare alle attività di sostegno e ricostruzione, mettendo a disposizione competenze, modelli organizzativi e strumenti operativi maturati in oltre quindici anni di esperienza nella ricostruzione post-sisma.
A darne notizia è il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, facendo riferimento a una lettera inviata al ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, e ai presidenti delle Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia — rispettivamente Roberto Occhiuto, Alessandra Todde e Renato Schifani. La missiva è stata sottoscritta congiuntamente dal sindaco Biondi, dal titolare dell’Usra Salvo Provenzano e dal titolare dell’Usrc Raffaello Fico.
«Abbiamo voluto rappresentare al ministro Musumeci e ai presidenti delle Regioni colpite dal ciclone Harry la piena disponibilità del Comune e degli Uffici speciali dell’Aquila e dei comuni del cratere a offrire competenze, modelli e strumenti maturati in oltre quindici anni di ricostruzione, affinché la fase che si apre possa essere affrontata in maniera ancora più rapida ed efficiente», ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi.
Nella lettera viene manifestata in modo chiaro la volontà di mettere a disposizione delle istituzioni nazionali e locali il patrimonio di esperienza acquisito sul campo nel corso di un lungo e complesso processo di ricostruzione. In particolare, Comune dell’Aquila, Usra e Usrc offrono la condivisione di modelli per la gestione della ricostruzione privata e pubblica, piattaforme di monitoraggio degli interventi, procedure di controllo tecnico e finanziario, esperienze di collaborazione istituzionale, oltre a progetti di rigenerazione urbana e di comunità.
Secondo quanto evidenziato dal sindaco, le immagini provenienti dai territori colpiti dal ciclone Harry richiamano alla memoria una ferita ancora viva per il capoluogo abruzzese e per l’intero cratere sismico. «Le immagini che arrivano dai territori colpiti dal ciclone Harry riportano alla memoria la tragedia che ha segnato profondamente L’Aquila e il cratere nel 2009. Allora, la solidarietà nazionale fu decisiva per la nostra rinascita», ha ricordato Biondi.
«Oggi – prosegue il sindaco – sentiamo il dovere di restituire, almeno in parte, quella vicinanza, mettendo a disposizione quanto imparato in anni complessi e difficili. Il sistema della ricostruzione aquilana ha sviluppato procedure e modelli che oggi rappresentano un patrimonio tecnico e amministrativo importante che la Nazione deve “usare”».
Un concetto rafforzato anche dai vertici degli Uffici speciali per la ricostruzione. «L’esperienza maturata all’Aquila e nei comuni del cratere – aggiungono Salvo Provenzano e Raffaello Fico – dimostra quanto sia decisivo dotarsi sin dall’inizio di un impianto organizzativo solido, di procedure chiare e di strumenti di controllo efficaci».
Secondo i responsabili di Usra e Usrc, una ricostruzione efficace non può limitarsi alla realizzazione delle opere, ma deve poggiare su un governo trasparente e credibile dei processi, capace di accompagnare le comunità colpite lungo un percorso di ripresa reale. «La nostra disponibilità nasce dalla consapevolezza che una ricostruzione ben governata non riguarda solo le opere, ma anche la capacità delle istituzioni di accompagnare le comunità fragili in un percorso di ripresa credibile, trasparente e sostenibile», hanno sottolineato.
Nella parte conclusiva della lettera, Comune dell’Aquila, Usra e Usrc rinnovano la propria vicinanza alle comunità colpite dal ciclone Harry e alle istituzioni impegnate nella gestione dell’emergenza, auspicando che il contributo offerto possa favorire risposte rapide, efficaci e adeguate alla gravità della situazione.
Un messaggio che lega idealmente la tragedia vissuta dall’Aquila nel 2009 alle emergenze che oggi colpiscono altre parti del Paese, nel segno di una solidarietà istituzionale concreta, fondata sull’esperienza e sulla condivisione di strumenti capaci di trasformare l’emergenza in una ricostruzione realmente governata.


