Dopo decenni di abbandono, Colle San Pietro torna a far parte del centro storico di Castel di Sangro. L’area è stata riaperta il 26 agosto al termine di due interventi di riqualificazione che hanno interessato circa mille metri quadrati, con opere dedicate alla sicurezza, alla regimazione delle acque, alle pavimentazioni e all’illuminazione.

Il recupero ricuce un tratto urbano rimasto a lungo separato dalla vita quotidiana del paese. I nuovi percorsi mettono in collegamento la parte bassa di corso Vittorio Emanuele con la zona alta del centro storico, attraversando uno spazio che conserva anche la Neviera, testimonianza dell’antico sistema utilizzato per raccogliere e conservare la neve durante l’inverno.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, l’assessore regionale Roberto Santangelo, tecnici, amministratori e cittadini.

Un’area abbandonata dal dopoguerra

Secondo le informazioni diffuse dall’Amministrazione comunale, Colle San Pietro era rimasto sostanzialmente inutilizzato dal secondo dopoguerra. Il progetto ha puntato a restituire continuità a questa parte del nucleo antico, senza cancellarne gli elementi storici e paesaggistici.

Il risultato non è soltanto un nuovo passaggio pedonale. L’intervento riapre una porzione del centro storico e crea un itinerario che permette di raggiungere la parte alta attraverso percorsi, scalinate e spazi sistemati.

Il Comune presenta il recupero come un tassello della strategia di valorizzazione del patrimonio urbano e di miglioramento della fruibilità del centro. La prova decisiva arriverà ora dalla manutenzione nel tempo e dalla capacità di integrare l’area nei percorsi culturali e turistici di Castel di Sangro.

Consolidamento, drenaggi e nuova illuminazione

I lavori hanno riguardato il consolidamento e la messa in sicurezza delle porzioni interessate, la sistemazione delle pavimentazioni e la realizzazione di opere per il drenaggio e l’allontanamento delle acque.

La regimazione idrica è uno degli aspetti più rilevanti dell’intervento, perché l’area si sviluppa lungo un pendio e richiede una gestione corretta delle precipitazioni per proteggere percorsi e strutture.

È stato inoltre realizzato un nuovo impianto di illuminazione, destinato a rendere più leggibile e utilizzabile il collegamento anche nelle ore serali. Le informazioni diffuse non indicano ancora orari, modalità di gestione o un eventuale programma specifico di apertura: si tratta di uno spazio urbano recuperato, la cui fruizione dovrà essere verificata con l’uso quotidiano.

Recuperato il porfido già presente

Una parte del lavoro ha interessato la pavimentazione storica. Il porfido esistente è stato rimosso, catalogato e riutilizzato; soltanto gli elementi non più recuperabili sono stati sostituiti con materiali equivalenti.

La scelta riduce la perdita di materiale originario e mantiene una maggiore coerenza con il carattere del luogo. È un passaggio importante in un intervento che riguarda un’area storica: riqualificare non significa uniformare tutto con materiali nuovi, ma conservare ciò che può ancora svolgere la propria funzione.

La Neviera resta dentro il percorso

Colle San Pietro custodisce la Neviera, una struttura nata per la raccolta della neve invernale. La pagina dedicata all’itinerario turistico sul sito del Comune ricorda che il ghiaccio conservato in questi ambienti veniva utilizzato nei mesi caldi, anche per esigenze sanitarie e per la conservazione degli alimenti.

Il nuovo percorso mantiene questo elemento all’interno dell’area recuperata. Le note sull’inaugurazione, tuttavia, non specificano se la Neviera sia stata oggetto di un restauro autonomo, né indicano un progetto di visita o di interpretazione storica. È quindi corretto distinguere il recupero dell’area dalla valorizzazione museale del manufatto, che al momento non risulta annunciata nei dettagli.

Due interventi per 296.500 euro

Il quadro economico complessivo comunicato per i due interventi è di 296.500 euro.

Tra le risorse indicate figurano 120mila euro di contributo regionale per la viabilità comunale, 100mila euro del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, il Fosmit, e 20mila euro del bilancio comunale.

Queste tre voci sommano 240mila euro. Nelle informazioni pubbliche consultate per questa ricostruzione non viene dettagliata la provenienza dei restanti 56.500 euro rispetto al totale annunciato. Il dato non mette in discussione l’importo complessivo, ma segnala un punto che richiede un quadro finanziario più completo per essere ricostruito voce per voce.

Progetto e direzione dei lavori

Il progetto è stato curato dall’ufficio tecnico comunale, con gli ingegneri Elio Frabotta ed Enrico Cincione. La direzione dei lavori è stata affidata all’ingegnere Carlo Caruso, mentre l’esecuzione è stata svolta dalla LGR Group Srl.

Il sindaco Angelo Caruso ha collegato l’intervento alla volontà di recuperare luoghi identitari e di migliorare la qualità urbana. L’assessore Roberto Santangelo ha richiamato il valore della collaborazione fra Comune e Regione per gli investimenti nei centri delle aree interne.

Si tratta di valutazioni espresse dagli amministratori durante l’inaugurazione. Il dato verificabile, al termine del cantiere, è la restituzione alla città di circa mille metri quadrati rimasti per decenni ai margini del centro storico.

La sfida comincia dopo l’inaugurazione

Con la riapertura di Colle San Pietro, Castel di Sangro recupera un collegamento fisico e visivo fra due quote del centro storico. Percorsi, drenaggi, illuminazione e pavimentazioni rendono nuovamente accessibile uno spazio che aveva perso la propria funzione urbana.

La qualità del progetto si misurerà ora sulla continuità della manutenzione, sulla sicurezza dei percorsi e sulla capacità di raccontare la Neviera e gli altri elementi del luogo senza trasformarli in semplici sfondi.

L’inaugurazione chiude i lavori. La riappropriazione quotidiana dell’area da parte dei cittadini è il passaggio che può rendere il recupero davvero duraturo.