Non è soltanto una vertenza del Reatino. La chiusura annunciata dello stabilimento di Birra del Borgo a Piana di Spedino, nel territorio di Borgorose, coinvolge direttamente anche la Marsica, dove risiedono diversi dei lavoratori interessati.
La situazione riguarda complessivamente 27 persone, 21 delle quali con contratto a tempo indeterminato. Dopo il presidio davanti allo stabilimento, la mobilitazione trova ora anche il sostegno del Comune di Avezzano, che si dice disponibile ad attivare iniziative utili alla tutela dell’occupazione.
La preoccupazione dei lavoratori non riguarda soltanto il posto di lavoro, ma anche il destino dello stabilimento, dei macchinari e di un marchio che in poco più di vent’anni è diventato uno dei nomi più conosciuti della produzione birraria italiana.
La chiusura annunciata a giugno
Birra del Borgo nasce nel 2005 dall’esperienza di Leonardo Di Vincenzo e cresce rapidamente fino a imporsi nel panorama nazionale della birra artigianale.
Nel 2016 l’azienda viene acquisita da AB InBev, uno dei maggiori gruppi birrari mondiali.
A giugno 2026 arriva però la comunicazione della futura cessazione dell’attività nello stabilimento di Borgorose e l’apertura della procedura che interessa i dipendenti.
Da quel momento è iniziata una vertenza che ha coinvolto lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni locali.
Nelle ultime settimane si sono susseguiti incontri e tentativi di individuare possibili soggetti interessati a rilevare l’attività, ma al momento non risulta raggiunto un accordo capace di garantire la prosecuzione della produzione.
I lavoratori chiedono di non smantellare lo stabilimento
Uno dei punti centrali della mobilitazione riguarda proprio il futuro degli impianti.
I dipendenti chiedono che macchinari e asset produttivi rimangano nello stabilimento, in modo da non rendere impossibile un eventuale subentro di un nuovo investitore.
Tra le possibilità indicate nel corso della vertenza è stata evocata anche l’ipotesi di una cooperativa costituita dai lavoratori, anche se al momento non c’è una soluzione formalizzata.
Davanti allo stabilimento la protesta è stata rappresentata in modo particolarmente simbolico: lapidi con i nomi delle birre prodotte negli anni, bottiglie utilizzate come ceri e fiori rossi.
Un’immagine scelta per raccontare il timore che con la chiusura non scompaiano soltanto dei posti di lavoro, ma anche una realtà produttiva profondamente legata all’area di confine tra Lazio e Abruzzo.
Il legame con Avezzano e la Marsica
Borgorose appartiene alla provincia di Rieti, ma il rapporto dello stabilimento con la Marsica è forte.
Diversi dipendenti provengono infatti da Avezzano e dagli altri centri del territorio, una circostanza che ha portato la questione anche all’attenzione dell’amministrazione comunale avezzanese.
Nella mattinata del 24 settembre l’assessore alle Politiche del lavoro Alessandro Pierleoni ha espresso ufficialmente la vicinanza del Comune ai lavoratori.
Pierleoni sottolinea come il confine amministrativo tra Abruzzo e Lazio abbia poco peso di fronte a una realtà produttiva che negli anni ha coinvolto professionalità e famiglie marsicane.
“Birra del Borgo è un orgoglio anche della città di Avezzano”, afferma l’assessore.
Il Comune dichiara quindi la propria disponibilità ad attivare i canali istituzionali utili alla ricerca di soluzioni capaci di tutelare i lavoratori e, se possibile, garantire un futuro produttivo al marchio.
Il nodo delle cause della crisi
Sulle ragioni che hanno portato alla decisione esistono letture differenti.
La proprietà ha ricondotto la situazione alle difficoltà economiche dell’attività, mentre lavoratori e organizzazioni sindacali contestano una ricostruzione che attribuisca semplicemente al mercato la responsabilità della crisi e chiamano in causa anche le strategie industriali adottate negli ultimi anni.
Si tratta di posizioni che restano distinte e che, in assenza di un accordo sulla prosecuzione dell’attività, rappresentano uno dei nodi della vertenza.
Il dato concreto è che oggi il futuro dello stabilimento rimane incerto.
La corsa contro il tempo per trovare un nuovo soggetto industriale
L’obiettivo immediato dei lavoratori è evitare che la cessazione dell’attività diventi irreversibile attraverso lo smantellamento degli impianti.
Mantenere integra la capacità produttiva significherebbe lasciare aperta la possibilità di una vendita o di un nuovo progetto industriale.
Il Comune di Avezzano si aggiunge ora alle istituzioni che stanno seguendo la vicenda, soprattutto per le conseguenze occupazionali che interessano direttamente la Marsica.
Per i 27 lavoratori e le loro famiglie il tempo resta però un elemento decisivo: la vertenza dovrà trasformare la solidarietà istituzionale e i contatti con eventuali investitori in una soluzione concreta prima che venga meno la possibilità di far ripartire lo stabilimento.