Nel giorno della Festa della Liberazione, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha diffuso un messaggio dedicato al significato del 25 aprile, collegando il valore della memoria alla storia della città e al percorso culturale avviato nel 2026, anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura.

Il richiamo è rivolto alla necessità di custodire e rinnovare il significato della libertà, della democrazia e della dignità della persona, evitando che il ricordo resti confinato a una semplice ricorrenza formale.


Il significato del 25 aprile

“Il 25 aprile appartiene a tutti coloro che riconoscono nella libertà, nella democrazia, nella dignità della persona e nel rifiuto di ogni sopraffazione i cardini della nostra convivenza nazionale. È la data in cui la Nazione ritrova uno dei passaggi decisivi della propria storia: quello in cui, dalle macerie della guerra e dell’oppressione, prese forma il cammino verso l’Italia repubblicana e democratica”.

Nel messaggio, Biondi sottolinea come il ricordo non possa limitarsi a un esercizio simbolico, ma debba trasformarsi in responsabilità collettiva.

“Per una città come L’Aquila, questa ricorrenza non può essere soltanto un esercizio di memoria formale. Deve essere un’assunzione di responsabilità. Perché la libertà non si eredita una volta per tutte: si comprende, si custodisce, si rinnova”.


🕊️ Nove Martiri, Onna e Filetto

Il sindaco richiama il valore della memoria storica locale, ricordando i Nove Martiri aquilani, uccisi dai nazifascisti nel 1943, e le vittime delle stragi di Onna e Filetto, avvenute nel giugno del 1944.

“I Nove Martiri, giovani aquilani uccisi dai nazifascisti nel 1943, rappresentano una pagina fondativa della nostra identità civica. A loro si unisce il ricordo delle vittime innocenti delle stragi di Filetto e Onna, consumate nel giugno del 1944 ad opera delle truppe tedesche di occupazione”.

“Sono nomi e vite spezzate che ci consegnano una verità semplice e severa: la libertà ha avuto un prezzo umano altissimo, pagato spesso dai ragazzi, dalle loro famiglie, da civili inermi”.


🎭 Cultura e memoria collettiva

Nel suo intervento, Biondi collega il tema della memoria al ruolo della cultura, spiegando il percorso avviato nell’ambito delle iniziative della Capitale italiana della Cultura.

“È questo il senso profondo del lavoro che abbiamo voluto promuovere nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Per questo, abbiamo chiesto all’Accademia di Belle Arti di produrre un’opera dedicata ai Nove Martiri aquilani e ai martiri delle stragi di Onna e Filetto: non un semplice omaggio celebrativo, ma un gesto civile e culturale capace di parlare al presente, di coinvolgere le nuove generazioni, di rendere la memoria visibile e condivisa”.

Secondo il sindaco, i tradizionali strumenti commemorativi non sempre riescono a dialogare con le giovani generazioni.

“La memoria, infatti, non può limitarsi a ricordare, ma deve poter esprimere una funzione educativa ed essere costruttrice di coscienza”.


📚 Dal programma elettorale al progetto culturale

Biondi ricorda inoltre come il tema della memoria dei Nove Martiri fosse già presente nel programma amministrativo 2022-2027.

“Per questo, nel programma elettorale 2022-2027 del centrodestra prefiguravo, in un paragrafo dedicato ai Nove Martiri, la riappropriazione vivificante della memoria collettiva di questo tragico evento”.

Da quel percorso è nato il sostegno del Comune allo spettacolo del Teatro Stabile d’Abruzzo, “Processo per i Nove Martiri aquilani”, tratto dal libro di Walter Cavalieri, debuttato il 13 luglio 2023 all’interno dei Cantieri dell’Immaginario e successivamente proposto anche alle scuole.


🏛️ Memoria come impegno civile

Nel passaggio conclusivo del messaggio, il sindaco richiama il significato più profondo della ricorrenza.

“Nel 25 aprile ritroviamo dunque non una liturgia, ma un impegno. Quello di trasmettere ai più giovani il senso della libertà come bene esigente. Quello di fare memoria in modo vivo. Quello di ribadire che una comunità è davvero tale quando onora i suoi caduti trasformando il loro sacrificio in coscienza civile, in educazione e in futuro”.