Il virus West Nile è stato rilevato anche nella Marsica.
La positività è emersa dalle analisi effettuate su un volatile appartenente alle cosiddette “specie bersaglio”, catturato nell’area di Avezzano nell’ambito del programma di sorveglianza sanitaria attivo sul territorio provinciale.
A comunicarlo è la ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che ha disposto il proseguimento e il rafforzamento delle attività di monitoraggio attraverso il Dipartimento di Prevenzione e il settore di Sanità Animale.
Il dato merita attenzione, ma va letto per quello che realmente significa: non è stato annunciato un caso umano di West Nile nella Marsica.
La positività di un uccello serve invece come indicatore precoce della possibile circolazione del virus nell’ambiente e permette alle autorità sanitarie di aumentare la sorveglianza prima che emergano eventuali altri segnali.
Perché vengono controllati gli uccelli
Il West Nile Virus segue un ciclo naturale che coinvolge principalmente uccelli selvatici e zanzare.
Gli uccelli rappresentano il principale serbatoio del virus, mentre sono soprattutto le zanzare del genere Culex a consentirne la diffusione attraverso le punture.
Per questo alcuni volatili vengono utilizzati come “specie bersaglio” nei programmi di sorveglianza.
Trovarne uno positivo non significa che nella zona sia in corso un’epidemia, ma segnala che il virus potrebbe essere presente nel ciclo naturale locale.
È esattamente la ragione per la quale il sistema di monitoraggio viene effettuato: intercettare la circolazione virale il prima possibile e stabilire se siano necessarie ulteriori misure.
La positività individuata nell’area di Avezzano viene quindi considerata dalla ASL 1 un dato epidemiologicamente significativo.
Ora si cercano eventuali segnali anche nelle zanzare
Il monitoraggio non si fermerà all’avifauna.
La ASL 1, in coordinamento con il Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo e con gli altri organismi coinvolti nella sorveglianza, continuerà le verifiche epidemiologiche ed entomologiche.
L’attenzione sarà rivolta anche alla possibile presenza del virus nelle zanzare e negli altri ospiti che fanno parte del ciclo di trasmissione.
È proprio l’incrocio tra sorveglianza animale, entomologica e umana a permettere di capire se un singolo ritrovamento rappresenti un episodio isolato oppure il segnale di una circolazione più ampia.
La provincia dell’Aquila entra così tra i territori nei quali il sistema di controllo ha individuato una positività nell’avifauna.
Cosa significa per le persone
Il virus West Nile non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso il contatto.
La principale via di infezione per l’uomo è la puntura di una zanzara infetta.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la maggior parte delle persone che contrae il virus non sviluppa alcun sintomo. Quando l’infezione diventa sintomatica, può manifestarsi con febbre, mal di testa, nausea, vomito, stanchezza, dolori muscolari e, in alcuni casi, eruzioni cutanee.
Le forme neurologiche più gravi sono molto meno frequenti e interessano soprattutto persone anziane o fragili.
A livello nazionale, il virus sta circolando anche durante la stagione 2026. Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato il 10 settembre riportava, fino al 2 settembre, 521 infezioni umane confermate in Italia e 75 province nelle quali era stata dimostrata la circolazione del virus.
Il dato nazionale aiuta a comprendere perché i programmi di sorveglianza vengano mantenuti attivi anche in territori nei quali non siano stati segnalati casi umani.
Le precauzioni indicate dalla ASL
Per la popolazione non sono state diffuse indicazioni straordinarie, ma viene richiamata l’importanza delle normali misure di prevenzione contro le punture di zanzara.
La ASL consiglia l’utilizzo di repellenti secondo le istruzioni riportate sui prodotti, l’impiego di zanzariere e, quando possibile, di indumenti che coprano braccia e gambe.
Particolare attenzione va riservata anche ai ristagni d’acqua.
Sottovasi, secchi, contenitori lasciati all’aperto e altri piccoli accumuli possono infatti trasformarsi in luoghi favorevoli alla riproduzione delle zanzare. Svuotarli regolarmente e mantenere puliti balconi, cortili e giardini contribuisce a ridurre la presenza degli insetti.
Sono precauzioni semplici, ma costituiscono ancora lo strumento principale di prevenzione.
Un segnale da monitorare, senza creare allarmismo
Il ritrovamento nell’area di Avezzano dimostra innanzitutto che il sistema di sorveglianza sta funzionando.
La presenza del virus in un volatile permette di accendere un livello maggiore di attenzione sul territorio e di cercare tempestivamente eventuali ulteriori segnali.
Allo stesso tempo sarebbe sbagliato trasformare la positività dell’animale nell’annuncio di un focolaio umano che, al momento, non risulta.
Il dato corretto è più semplice: nella Marsica è stato individuato un indicatore della possibile circolazione ambientale del West Nile Virus e da questo momento il monitoraggio diventa ancora più importante.
Saranno le verifiche delle prossime settimane a chiarire se si tratti di una positività isolata o se il virus stia circolando più diffusamente nell’area.