Un nuovo ordine del giorno, rafforzato nei contenuti e nelle proposte operative, per chiedere interventi urgenti e strutturali in materia di sicurezza urbana. È quanto annunciato in conferenza stampa a Palazzo Margherita dai consiglieri comunali di opposizione Stefania Pezzopane, Enrico Verini, Alessandro Tomassoni, Paolo Romano e Lorenzo Rotellini, che torneranno in Aula con un’iniziativa interamente dedicata alle condizioni di sicurezza della città.

Pezzopane: “Serve un vero Patto per la Sicurezza”

Ad aprire gli interventi è stata Stefania Pezzopane, prima firmataria dell’ordine del giorno.

«Torniamo in Consiglio sulla sicurezza della città perché notiamo che questa maggioranza è particolarmente attenta a quello che accade fuori dall’Aquila, mentre noi riteniamo che la sicurezza vada affrontata anche e soprattutto qui. Il 16 abbiamo presentato un ordine del giorno che, insieme alla condanna dei fatti di Torino e alla solidarietà agli agenti, poneva al centro le questioni dell’Aquila. Oggi riproponiamo un nuovo odg ancora più forte, che punta a costruire un vero Patto per la Sicurezza della città».

Pezzopane ha ribadito che la sicurezza non può essere ridotta al solo ordine pubblico, ma deve comprendere progetti sociali, partecipazione civica, vigilanza, videosorveglianza, illuminazione pubblica nelle zone critiche, rafforzamento della Polizia Locale, coinvolgimento delle giovani generazioni e autogestione degli spazi pubblici per prevenire vandalismi e degrado.

Ha inoltre richiamato il tema della videosorveglianza, ricordando che «da nove anni si susseguono annunci senza che siano state installate telecamere, nonostante risorse disponibili per oltre otto milioni di euro».

«Non pensiamo che gli aquilani siano affetti da una psicosi collettiva – ha aggiunto – ma che esistano problemi reali che vanno affrontati con serietà, anche alla luce dell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Ogni episodio di degrado o criminalità incide sull’immagine della città».

Verini: “Indicatori concreti impongono un cambio di passo”

Enrico Verini ha chiesto che le politiche sulla sicurezza si basino su dati oggettivi.

«In materia di sicurezza urbana, la narrazione della maggioranza di centrodestra non trova riscontro nei fatti. Come minoranza abbiamo dimostrato con atti concreti un’attenzione costante su un tema che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Emblematico è il caso dello spaccio a cielo aperto sotto i portici di San Bernardino, affrontato e risolto solo grazie alla nostra iniziativa politica e istituzionale».

Verini ha riferito di segnalazioni provenienti da operatori del settore serramenti e sicurezza domestica che indicherebbero un incremento degli interventi per abitazioni oggetto di effrazione – «mediamente almeno tre a settimana» – e una crescente domanda di sistemi di protezione.

Tomassoni: “Tra annunci e realtà troppe incoerenze”

Per Alessandro Tomassoni, esiste uno scarto tra dichiarazioni e risultati.

«I cittadini segnalano insicurezza nel centro e nelle periferie, mentre il controllo di vicinato, votato all’unanimità in Consiglio, resta ancora sulla carta e il DASPO urbano ha prodotto un solo accertamento negli ultimi anni».

Tomassoni ha inoltre sollevato dubbi sull’effettiva operatività di alcune strutture e sullo stato reale del sistema di videosorveglianza: «Non sappiamo quali telecamere siano attive e dove. La sicurezza non può essere propaganda: servono coerenza, atti concreti, dati chiari e risultati verificabili».

Romano: “Organici insufficienti e pianificazione assente”

Paolo Romano ha posto l’accento sulla necessità di garantire sicurezza attraverso organici adeguati e programmazione.

«La sicurezza non si racconta, si garantisce: con la sufficienza degli organici delle forze dell’ordine, la programmazione delle azioni e gli atti consequenziali».

Romano ha invitato a un confronto con i sindacati delle forze dell’ordine e ha contestato chi minimizza il fenomeno della microcriminalità, citando dati pubblicati dal Sole 24 Ore che indicherebbero un peggioramento su furti e stupefacenti.

Ha evidenziato la permanenza della Questura dell’Aquila in fascia A senza un adeguamento dell’organico, con un saldo negativo tra cessazioni e assunzioni negli ultimi tre anni e un’età media tra le più alte d’Italia.

«Qual è la sicurezza prevista per la Capitale italiana della Cultura 2026?» ha domandato, sollecitando una pianificazione straordinaria. Ha inoltre richiamato gli 8,4 milioni destinati alla videosorveglianza, definendo le telecamere «il primo baluardo di dissuasione dai crimini».

Rotellini: “Servono più agenti e un piano per la Polizia Locale”

A chiudere Lorenzo Rotellini, che ha chiesto la convocazione di un confronto con i sindacati delle forze dell’ordine e ha evidenziato la necessità di più agenti sul territorio.

Ha inoltre sottolineato due criticità: «l’assenza di un comandante della Polizia Locale e la carenza di personale», chiedendo un piano di assunzioni e particolare attenzione a periferie e frazioni, oltre all’installazione delle telecamere nei punti di accesso alla città.

Le richieste finali

I consiglieri hanno ribadito la disponibilità al confronto con la maggioranza, chiedendo un approccio meno difensivo e più aderente alle condizioni reali della città.

Le proposte comprendono:

  • potenziamento dell’illuminazione pubblica;
  • realizzazione del sistema di videosorveglianza urbana;
  • incremento del pattugliamento della Polizia Locale;
  • nuove assunzioni;
  • aggiornamento del piano comunale di sicurezza e governo del territorio.

Per l’opposizione, la sicurezza deve tornare a essere «una priorità reale, non solo annunciata».