Fare rete tra Comuni, difendere l’identità dei borghi e provare a contrastare lo spopolamento partendo dalla collaborazione tra istituzioni e comunità locali. È il messaggio lanciato da San Benedetto in Perillis nel corso di una giornata che ha riunito amministratori dell’Aquilano e rappresentanti delle istituzioni attorno al tema del futuro delle aree interne.

Il sindaco Panzone ha sintetizzato il significato dell’iniziativa richiamando la necessità di non considerare inevitabile il progressivo indebolimento demografico dei piccoli centri.

«Eventi come questo raccontano il filo che lega i nostri comuni e le nostre istituzioni – ha dichiarato il sindaco Panzone –. È la voglia di fare squadra, di credere nella nostra storia e nelle nostre radici, che può aiutarci a invertire la rotta dello spopolamento e a far tornare a vivere questi territori».

Un messaggio che mette insieme identità locale e cooperazione istituzionale, due temi particolarmente rilevanti per i centri dell’entroterra aquilano, dove la tenuta demografica e la disponibilità dei servizi rappresentano da tempo una delle principali questioni aperte.

Liris e gli amministratori del territorio

Alla giornata hanno preso parte rappresentanti istituzionali provenienti da diversi centri della provincia.

Tra i presenti il senatore della Repubblica Guido Quintino Liris, il vicesindaco di Acciano Valerio Munzi e la sindaca di Sant’Eusanio Forconese Deborah Visconti, che ricopre anche l’incarico di presidente dell’Unione dei Comuni Montagna dell’Aquila.

Presente anche il consigliere comunale dell’Aquila Alessandro Maccarone.

L’amministrazione di San Benedetto in Perillis era rappresentata, oltre che dal sindaco, dal vicesindaco Elisio Piero Saturni e dall’assessore Elsa Giuseppina Patrizio.

Una partecipazione che ha dato alla giornata una dimensione sovracomunale, coerente con il messaggio lanciato da Panzone sulla necessità di costruire rapporti più stretti tra le amministrazioni delle aree interne.

I riconoscimenti a Saturni e Gualtieri

Nel corso della mattinata il Comune ha conferito anche due riconoscimenti ufficiali a personalità legate alla comunità e alla valorizzazione della sua storia.

Il primo è andato allo scultore Settimio Saturni, autore dell’opera dedicata al Gigante.

Il secondo riconoscimento è stato assegnato allo storico e professore Giancaterino Gualtieri, per il lavoro svolto a favore della comunità e per l’impegno nella conservazione e nella valorizzazione delle tradizioni locali.

Due premi diversi ma legati dallo stesso filo: mantenere vivo il patrimonio culturale di un piccolo centro attraverso l’arte, la memoria e la conoscenza della propria storia.

È proprio questo rapporto tra identità e futuro che l’amministrazione ha voluto mettere al centro della giornata.

Panzone: «Credo nelle aree interne»

Il messaggio politico dell’iniziativa è racchiuso anche nelle parole utilizzate da Panzone: «Credo nelle aree interne, il segnale della via maestra è arrivato».

Il riferimento è alla possibilità di costruire una risposta allo spopolamento che non passi soltanto attraverso singoli interventi, ma dalla capacità dei territori di collaborare e valorizzare ciò che li distingue.

Nelle parole del sindaco, storia e radici non vengono presentate soltanto come elementi da conservare, ma come strumenti attraverso i quali provare a mantenere vive le comunità.

Il tema resta complesso e non può essere risolto attraverso una singola iniziativa. Il calo demografico dei piccoli Comuni, la disponibilità di servizi, le opportunità di lavoro e la capacità di trattenere i più giovani sono questioni che richiedono interventi continuativi e politiche coordinate.

La giornata di San Benedetto in Perillis ha però voluto mettere in evidenza proprio la necessità di affrontare questi problemi superando i confini dei singoli Comuni.

Anche giovani amministratori tra i partecipanti

Tra il pubblico erano presenti anche alcuni dei più giovani rappresentanti delle amministrazioni locali.

A San Benedetto in Perillis è arrivato il consigliere comunale di Celano Aristide Luccitti, eletto a 19 anni.

Presente anche il consigliere comunale di San Benedetto in Perillis Alessandro Livi, 26 anni, insieme agli altri rappresentanti del Consiglio comunale.

La loro partecipazione ha aggiunto alla giornata un altro elemento: quello del ricambio generazionale nella politica dei piccoli centri, territori nei quali proprio l’allontanamento delle fasce più giovani rappresenta una delle conseguenze più evidenti dello spopolamento.

La presenza di giovani amministratori non risolve naturalmente il problema demografico, ma assume un significato particolare in una giornata costruita attorno al futuro delle comunità dell’entroterra.

Una giornata tra istituzioni, memoria e comunità

L’iniziativa ha quindi intrecciato più livelli: il confronto tra amministratori, la difesa delle aree interne, il richiamo alla necessità di contrastare lo spopolamento e il riconoscimento di chi ha contribuito a conservare l’identità culturale del territorio.

Il messaggio affidato da Panzone alla giornata resta quello della collaborazione.

L’idea è che Comuni e istituzioni possano avere maggiore forza quando affrontano insieme problemi che, pur manifestandosi nei singoli borghi, hanno una dimensione comune a gran parte dell’Appennino aquilano.

La giornata si è conclusa con un buffet offerto dal Comune di San Benedetto in Perillis ai partecipanti.

Resta soprattutto il tema posto dal sindaco: trasformare la difesa delle aree interne da dichiarazione di principio in una capacità concreta di costruire servizi, opportunità e condizioni che consentano alle comunità di continuare a vivere nei propri territori.