Un’altra udienza rinviata e altri quattro mesi di attesa. Il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena non è ancora entrato nel merito e tornerà davanti al Tribunale di Avezzano il 22 gennaio 2027 alle 10:30.
L’udienza predibattimentale prevista per venerdì 25 settembre è stata infatti rinviata a causa dell’astensione nazionale degli avvocati penalisti. La giudice Anna Cuomo, dopo aver verificato la presenza delle parti, ha fissato la nuova data.
Prima del rinvio è arrivato però un elemento destinato a incidere sul prosieguo del procedimento: la difesa di Andrea Leombruni ha preannunciato l’intenzione di chiedere l’accesso al rito abbreviato condizionato.
È un passaggio che va raccontato con precisione. La richiesta non risulta ancora definita né accolta dal giudice: allo stato attuale è stata preannunciata dalla difesa e sarà uno degli aspetti da affrontare alla ripresa del procedimento.
L’accusa e la morte di Amarena
Andrea Leombruni è imputato per uccisione di animali con l’aggravante della crudeltà in relazione alla morte dell’orsa bruna marsicana Amarena.
L’animale venne ucciso con un colpo di fucile nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2023, in una zona periferica di San Benedetto dei Marsi, fuori dai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Amarena era insieme ai due cuccioli avuti quell’anno. Dopo la morte della madre, dei piccoli si persero inizialmente le tracce; furono poi individuati e monitorati a distanza dal personale del Parco.
Il PNALM aveva seguito Amarena per anni. Identificata come F17, era conosciuta per la frequente presenza nei centri abitati e nel 2020 aveva già avuto quattro cuccioli, tutti portati fino all’età adulta.
Il processo dovrà stabilire le responsabilità penali relative a quanto accaduto. Le contestazioni formulate dalla Procura non equivalgono a una condanna: per l’imputato vale la presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.
Un procedimento segnato da diversi stop
Il rinvio di settembre arriva dopo un percorso giudiziario già complesso.
Il 19 gennaio 2026 quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza dibattimentale si era fermata per un vizio formale nella citazione a giudizio. Il Tribunale aveva dichiarato la nullità della fase introduttiva, rendendo necessario rinnovare gli atti.
La Procura di Avezzano aveva quindi emesso un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio, fissando una nuova udienza predibattimentale per il 28 aprile.
Nei mesi successivi una parte rilevante delle udienze è stata assorbita dalla discussione sulle richieste di costituzione di parte civile presentate da enti e associazioni. La difesa aveva sollevato numerose eccezioni e il giudice si era successivamente pronunciato sull’ammissibilità delle diverse richieste.
Il procedimento è quindi arrivato al 25 settembre senza essere ancora entrato nella fase in cui vengono affrontati nel merito gli elementi dell’accusa.
La difesa preannuncia il rito abbreviato condizionato
L’elemento nuovo emerso prima dell’ultimo rinvio riguarda la strategia processuale della difesa.
Su richiesta della giudice, il legale di Leombruni ha preannunciato l’intenzione di presentare una richiesta di rito abbreviato condizionato, una delle forme alternative previste dal processo penale.
Non significa che il procedimento sia già stato convertito al rito abbreviato. La richiesta dovrà essere formalizzata e sottoposta alla valutazione del giudice secondo quanto previsto dalla procedura.
È proprio per questo che non è ancora possibile anticipare quale sarà il percorso processuale successivo.
Il prossimo punto fermo, al momento, resta la nuova udienza predibattimentale del 22 gennaio 2027.
A più di tre anni dalla morte di Amarena, il procedimento rimane dunque ancora nella sua fase preliminare. La nuova udienza dovrà chiarire innanzitutto quale strada processuale verrà seguita prima che il Tribunale possa arrivare alla valutazione nel merito delle accuse.