Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato un ordine del giorno, a firma del consigliere Alessandro Maccarone e dei capigruppo della maggioranza, con cui viene espressa la condanna dei gravi fenomeni violenti di antagonismo radicale avvenuti a Torino e la solidarietà alle Forze dell’Ordine, con particolare riferimento agli agenti abruzzesi rimasti feriti negli scontri.
L’atto, secondo quanto evidenziato nel comunicato del gruppo consiliare L’Aquila Protagonista, assume un significato che va oltre i fatti specifici accaduti a Torino, configurandosi come riaffermazione di un principio ritenuto essenziale per la convivenza democratica: il dissenso è parte integrante della democrazia, mentre la violenza ne rappresenta la negazione.
«La libertà di manifestare – dichiarano i consiglieri del gruppo consiliare L’Aquila Protagonista Alessandro Maccarone, Laura Cococcetta, Guglielmo Santella, Luigi Faccia, Maria Luisa Ianni e Stefano Flamini – non può mai trasformarsi in aggressione organizzata contro persone e istituzioni. Quando accade, non siamo più nel campo del confronto politico, ma in quello della sopraffazione. E lo Stato di diritto va difeso senza ambiguità».
L’ordine del giorno approvato esprime una condanna netta degli episodi di violenza e ribadisce una solidarietà definita “concreta” alle Forze dell’Ordine, con un richiamo specifico agli agenti abruzzesi coinvolti negli scontri.
«Dietro ogni uniforme – proseguono i consiglieri – ci sono donne e uomini che garantiscono la sicurezza collettiva, spesso pagando un prezzo personale. La nostra vicinanza è un riconoscimento istituzionale e umano».
La sottoscrizione del documento da parte dei capigruppo della maggioranza viene indicata come elemento che rafforza il valore politico della decisione, evidenziando la volontà di esprimere unità sulle questioni legate a legalità, sicurezza e rispetto delle istituzioni.
«La democrazia è un equilibrio prezioso tra diritti e doveri – concludono i consiglieri –. Condannare la violenza è un atto di responsabilità verso l’idea stessa di comunità. Ogni volta che la forza pretende di sostituirsi al confronto, non viene ferita soltanto una persona o un’istituzione, ma si incrina lo spazio di libertà che appartiene a tutti. Per questo l’atto approvato oggi dal Consiglio comunale è l’affermazione di un principio cardine: la libertà vive dove il conflitto resta dentro le regole, muore dove la violenza pretende di farsene legge».


