Rigenerazione urbana, infrastrutture, qualità dei servizi e capacità di attrarre investimenti. Sono i temi sui quali il senatore aquilano Guido Quintino Liris richiama l’attenzione in occasione della seconda edizione di “Città nel futuro 2030-2050”, la conferenza promossa da ANCE e dedicata alle trasformazioni delle città e dei territori italiani.
L’iniziativa, diretta da Francesco Rutelli, si è aperta il 30 settembre alla Camera dei deputati e prosegue l’1 e il 2 ottobre al MAXXI di Roma. Il programma mette al centro casa e rigenerazione urbana, infrastrutture per l’adattamento, reti idriche ed energetiche, innovazione e sostenibilità.
«Le città stanno attraversando una fase di profonda trasformazione e abbiamo il dovere di governare questo cambiamento con una visione di lungo periodo. Parlare di città del futuro significa innanzitutto parlare di infrastrutture, rigenerazione urbana, innovazione e qualità dei territori», afferma Liris, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio al Senato.
Investimenti e collaborazione tra pubblico e privato
Alla giornata hanno preso parte, tra gli altri, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il direttore della manifestazione Francesco Rutelli e il presidente di ANCE Antonio Ciucci.
«La sfida – sottolinea Liris – è creare le condizioni affinché le nostre città siano sempre più sostenibili, inclusive e competitive, senza perdere di vista le esigenze concrete delle comunità. Questo significa continuare a investire nella qualità dello spazio urbano, nella mobilità, nelle infrastrutture e nella capacità dei territori di attrarre investimenti e opportunità».
Per il senatore, un ruolo centrale deve essere svolto anche dalla collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo.
«Il rapporto tra pubblico e privato – aggiunge Liris – è fondamentale. Le istituzioni devono creare un quadro stabile, mettere a disposizione strumenti adeguati e accompagnare gli investimenti; le imprese devono poter operare con tempi certi e con una prospettiva chiara. Solo attraverso questa sinergia possiamo trasformare i progetti in opere e le risorse in crescita concreta».
Il richiamo alle aree interne
Uno dei punti sui quali Liris insiste maggiormente riguarda la necessità di non limitare le politiche di rigenerazione alle grandi città.
È un tema emerso anche nel confronto al MAXXI: il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha richiamato l’esperienza dell’Appennino centrale, legando il recupero del patrimonio edilizio alla qualità dei servizi e al contrasto dello spopolamento nei piccoli centri.
«La vera sfida – conclude Liris – è fare in modo che la trasformazione urbana non riguardi soltanto le grandi aree metropolitane, ma coinvolga anche i territori più piccoli e le aree interne. La qualità delle infrastrutture e dei servizi è una condizione essenziale per garantire sviluppo, competitività e coesione. Investire sui territori significa investire sulla capacità dell’Italia di crescere».
Per l’Abruzzo e per l’Aquilano il tema assume un peso particolare: rigenerazione, sicurezza del patrimonio, collegamenti e servizi rappresentano infatti questioni strettamente legate alla capacità dei centri dell’entroterra di restare attrattivi e abitati.