Il Tribunale dell’Aquila ha definito con una condanna a sei anni di reclusione il procedimento per l’incidente mortale avvenuto in via Antica Arischia, a Pettino, nella notte del 27 novembre 2024, nel quale perse la vita Aurora D’Alessandro, 26 anni, originaria di Carsoli. La decisione è arrivata al termine del processo svolto con rito abbreviato, con revoca della patente. Il giudice per l’udienza preliminare è Marco Billi.

Secondo quanto riportato nelle ricostruzioni, l’impatto si verificò lungo via Antica Arischia e fu uno scontro frontale tra l’auto della vittima e un SUV guidato dall’imputato, finito a processo per omicidio stradale. Sul posto intervennero i soccorsi, ma per la giovane non ci fu nulla da fare.

Un punto centrale del procedimento ha riguardato l’ipotesi dell’aggravante legata alla guida sotto l’effetto di sostanze. Nella sentenza, però, l’aggravante non è stata riconosciuta. La decisione si fonda sulla valutazione che le tracce riscontrate nelle analisi non fossero, da sole, sufficienti a dimostrare uno stato di alterazione psicofisica al momento dell’incidente.

La condanna a sei anni si colloca in un quadro processuale nel quale, secondo quanto emerso, la Procura aveva chiesto una pena più bassa, anche alla luce della contestazione dell’aggravante, poi esclusa dal giudice. In ogni caso, la sentenza conferma la responsabilità penale per l’omicidio stradale e dispone la revoca della patente.

La vicenda, oltre al suo rilievo giudiziario, riporta l’attenzione su un tema particolarmente delicato per la comunità: la sicurezza lungo le arterie urbane e di quartiere, soprattutto nei tratti dove velocità e condizioni di guida possono aumentare il rischio. L’esito del procedimento rappresenta un passaggio importante sul piano giudiziario, mentre resta la dimensione umana di una perdita che ha segnato famigliari e territorio.