La consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane torna sulla vicenda della Biblioteca regionale “Salvatore Tommasi” e chiede un confronto pubblico tra gli enti coinvolti per chiarire tempi, procedure e responsabilità legate al ritorno della biblioteca nel centro storico dell’Aquila.

L’intervento arriva dopo le notizie relative alla gara andata deserta per individuare uno spazio nel centro storico destinato ad accogliere almeno una sede temporanea della Tommasi.


“Serve chiarezza sui tempi reali”

“È urgente che Regione, Provincia, Comune e tutti gli enti coinvolti si siedano finalmente attorno ad un tavolo e dicano con chiarezza ai cittadini quali siano le reali tempistiche per il ritorno della Biblioteca regionale ‘Salvatore Tommasi’ nel centro storico dell’Aquila. Dopo anni di annunci, rinvii e promesse disattese, non è più tollerabile procedere nel silenzio e nella confusione”.

Pezzopane richiama gli annunci del 2020, quando l’allora assessore regionale Guido Liris comunicò il completamento del passaggio di proprietà dalla Provincia alla Regione e parlò di un iter accelerato per il ritorno della biblioteca nel cuore della città.


Il progetto dell’ex liceo classico

“Nel 2020 – ricorda Pezzopane – l’allora assessore regionale Guido Liris annunciava pubblicamente il completamento del passaggio di proprietà dalla Provincia alla Regione e parlava di un iter accelerato per il ritorno della biblioteca nel cuore della città. Si disse che il progetto fosse ormai avviato e che la Tommasi sarebbe tornata ad essere uno dei grandi presìdi culturali dell’Aquila e dell’Abruzzo”.

La consigliera ricorda anche la fase precedente al sisma del 2009.

“Peraltro, il progetto di riportare la Biblioteca Tommasi nel cuore dell’Aquila non nasce oggi. Già quando ero presidente della Provincia erano stati destinati alla biblioteca gli spazi dell’ex liceo classico, dopo il trasferimento della scuola a Palazzo Quinzi. Il terremoto ha drammaticamente interrotto quel percorso”.

Secondo Pezzopane, la ripresa del progetto è positiva, ma non può tradursi in un percorso senza tempi certi.

“Bene che oggi sia stato ripreso, ma quello che doveva essere un progetto strategico per la rinascita culturale della città si è trasformato in un logorante trascinarsi burocratico che la città non può più accettare. Oggi siamo nel 2025 e si continua invece a parlare di ulteriori rinvii. Prima si parlava del 2022, poi del 2026. Nessuno però spiega davvero cosa sia accaduto in questi anni, perché i tempi si siano allungati così tanto e se vi siano stati errori di progettazione o criticità amministrative. La restituzione della Tommasi al centro storico deve essere considerata una priorità vera, non un obiettivo continuamente rinviato”.


Richiesta di commissione e confronto pubblico

La consigliera del Pd sollecita nuovamente la convocazione della commissione competente, già richiesta da tempo.

“È necessario fare chiarezza – aggiunge – e per questo sollecito nuovamente la convocazione della commissione competente che ho richiesto da tempo. Serve un confronto pubblico e trasparente tra tutti gli enti interessati. Non bastano dichiarazioni rassicuranti: la città ha diritto di conoscere lo stato reale delle procedure, dei lavori e delle responsabilità”.


La sede temporanea nel centro storico

Pezzopane definisce grave il fatto che non si riesca a individuare neppure uno spazio temporaneo in centro storico per una sala lettura e consultazione.

“Stupisce inoltre che non si riesca a trovare in centro storico neppure uno spazio temporaneo per una sala lettura e consultazione. È un fatto grave. La Biblioteca Tommasi non è soltanto un deposito di libri: è un presidio culturale, universitario e civile. Anche una soluzione intermedia, con sale lettura, servizi di consultazione e prenotazione dei volumi custoditi altrove, sarebbe fondamentale per riportare studenti, ricercatori e cittadini nel cuore della città”.


Il nodo del polo culturale

La consigliera richiama anche il tema di una visione complessiva per il centro storico, collegata alla realizzazione di un grande polo culturale nell’area di Piazza Palazzo.

“La verità – prosegue Pezzopane – è che sul centro storico serve una visione. Da anni si parla della realizzazione di un grande polo culturale che coinvolga il Convitto, la Provincia, la Camera di Commercio e gli altri spazi pubblici dell’area di Piazza Palazzo. Quel progetto va rilanciato con forza e con tempi certi. L’Aquila non può permettersi di perdere ancora tempo proprio mentre si avvicina il 2026”.


“Il centro storico non può vivere solo di consumi”

Nel passaggio conclusivo, Pezzopane lega il ritorno della Biblioteca Tommasi a un’idea di centro storico fondata non solo sul commercio, ma anche su cultura, studio e servizi pubblici.

“Non si può applaudire all’apertura di attività commerciali o di grandi marchi sostenendo che così i giovani tornano in centro. I giovani, gli studenti e i cittadini devono tornare in centro anche per studiare, leggere, incontrarsi, vivere la cultura. Il centro storico non può diventare soltanto un luogo di consumo. Fa impressione constatare che per aprire attività private si proceda con rapidità, mentre per restituire alla città un grande servizio pubblico culturale si accumulano anni di ritardi. La Tommasi deve tornare ad essere un orgoglio dell’Aquila e dell’Abruzzo”.