Prosegue con entusiasmo il percorso dedicato alla formazione degli “Ambasciatori” di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, un progetto pensato per coinvolgere attivamente la comunità nel cammino di valorizzazione e promozione della città in vista dell’appuntamento del 2026.
Dopo l’ottimo riscontro registrato nelle scorse settimane e l’elevato numero di adesioni, l’Amministrazione comunale ha deciso di ampliare il calendario degli incontri, aggiungendo nuove date nel mese di febbraio e a inizio marzo, così da consentire a un numero ancora maggiore di cittadini di partecipare al percorso formativo.
L’iniziativa sta suscitando grande interesse tra residenti, operatori del settore turistico-culturale, studenti e associazioni, a conferma della volontà diffusa di contribuire in prima persona al successo del programma culturale. Il progetto mira a fornire strumenti, conoscenze e competenze utili per raccontare e valorizzare al meglio il territorio, rafforzando il senso di appartenenza e consolidando la capacità di accoglienza della città.
Le nuove date in programma sono:
- mercoledì 18 febbraio, dalle ore 9 alle 13:30;
- lunedì 23 febbraio, dalle ore 13:30 alle 18;
- mercoledì 25 febbraio, dalle ore 13:30 alle 18;
- martedì 3 marzo, dalle ore 9 alle 13:30;
- martedì 10 marzo, dalle ore 9 alle 13:30.
Gli interessati possono iscriversi agli incontri tramite il form disponibile sulla home page del sito ufficiale dedicato a L’Aquila 2026 oppure accedendo al link diretto predisposto per la registrazione.
L’obiettivo del percorso è quello di costruire una rete diffusa di cittadini consapevoli e preparati, in grado di diventare ambasciatori del patrimonio culturale, storico e identitario della città, contribuendo a migliorare l’esperienza di visitatori e turisti e a promuovere un’immagine coerente e qualificata del territorio.
L’iniziativa conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale nel costruire una città sempre più accogliente, inclusiva e pronta a valorizzare al meglio il titolo di Capitale Italiana della Cultura, lasciando in eredità competenze, buone pratiche e un modello partecipativo destinato a proseguire anche oltre il 2026.


