La clinica Ini di Canistro si prepara ad accogliere primari ortopedici provenienti dalla Spagna per un corso di formazione dedicato alla chirurgia dell’innovativa protesi d’anca a conservazione del collo del femore.

Le lezioni, in programma il 25 e 26 febbraio, rappresentano il primo corso di formazione a livello mondiale su questa specifica tecnica, nell’ambito della collaborazione con una multinazionale statunitense leader nello sviluppo e nella produzione di impianti ortopedici e tecnologie chirurgiche integrate.

Marcucci: “Condivideremo tecniche maturate in anni di esperienza”

La docenza sarà affidata al dottor Fernando Marcucci, primario di Ortopedia dell’eccellenza sanitaria in provincia dell’Aquila, struttura convenzionata nella mono specialistica in ortopedia e traumatologia con il sistema sanitario nazionale e parte di un gruppo attivo da oltre 70 anni in Abruzzo, Lazio e nel Centro-Sud Italia, con dieci strutture sanitarie, oltre 1.200 posti letto e circa 2mila dipendenti.

«I colleghi spagnoli – spiega il dottor Marcucci – verranno da noi ad apprendere le tecniche maturate in anni di esperienza grazie a centinaia e centinaia di interventi. Condivideremo con loro gli accorgimenti, i “trucchi del mestiere” e le soluzioni da adottare in casi specifici, davanti ad eventuali imprevisti che sempre possono accadere e che solo la pratica sul campo, più della teoria, consente di affrontare al meglio».

Sono già in fase di organizzazione ulteriori momenti formativi a Canistro per medici chirurghi provenienti da diversi Paesi di Europa, Medio Oriente e Africa, aree in cui la nuova protesi d’anca è già utilizzata e dove presto sarà introdotta anche la nuova protesi di ginocchio.

Le caratteristiche della protesi d’anca

Entrando nel merito tecnico, il primario evidenzia come la vera innovazione non risieda esclusivamente nei materiali – ormai all’avanguardia per resistenza e durata – ma nella filosofia progettuale orientata al paziente.

«La vera novità – spiega Marcucci – è che queste protesi sono state concepite per massimizzare il benessere e la soddisfazione del paziente, garantendo la piena funzionalità dell’arto e consentendo anche attività sportiva in tranquillità e sicurezza, in particolare per i pazienti più giovani».

Per quanto riguarda la protesi d’anca a conservazione del collo del femore, il principio applicato è quello di Hooke, mutuato dall’ingegneria meccanica, con l’obiettivo di garantire elasticità all’arto.

«L’applicazione del principio di Hooke – prosegue Marcucci – consente all’arto di restituire ad ogni spinta una forza uguale e contraria, come avviene in una molla, per un lungo periodo di tempo. Questo favorisce l’integrazione della protesi con l’osso, minimizza i problemi di metria, cioè di lunghezza della protesi, elimina il cosiddetto “dolore di barriera” e garantisce la massima performance nel tempo».

Anche una nuova protesi di ginocchio

Nell’ambito della collaborazione con la multinazionale statunitense, lo stesso Marcucci ha progettato e disegnato una nuova protesi del ginocchio, che sarà a breve messa in produzione.

Anche in questo caso il principio è analogo, ma con una complessità maggiore legata alla cinematica articolare.

«Il ginocchio – sottolinea il primario – ha una cinematica di flesso-estensione molto più articolata, con la partecipazione di un terzo spazio che è la rotula. Occorre garantire piena funzionalità per movimenti complessi, come salire e scendere le scale».

Con questa iniziativa, la struttura di Canistro si conferma dunque polo di formazione internazionale nel campo dell’ortopedia avanzata, consolidando un ruolo di riferimento non solo regionale ma anche oltre i confini nazionali.