In occasione della Giornata del Ricordo, la Lega Giovani Abruzzo ha promosso un’iniziativa simbolica su tutto il territorio regionale, affiggendo due striscioni in ciascun capoluogo di provincia con la scritta: “Prof, parlaci delle Foibe”.
Un messaggio diretto che, nelle intenzioni dei promotori, mira a riportare al centro del dibattito pubblico una pagina dolorosa e complessa della storia italiana del Novecento, spesso ritenuta poco conosciuta o affrontata in modo sbrigativo. L’iniziativa è rivolta in particolare al mondo della scuola e della formazione, indicato come il luogo in cui la memoria storica può diventare conoscenza condivisa e consapevolezza civile.
Secondo quanto spiegato nel comunicato, parlare delle foibe non è semplice, ma proprio per questo sarebbe necessario farlo con attenzione e continuità. La memoria, viene sottolineato, non è un rito formale né una ricorrenza da onorare per abitudine, ma una responsabilità: ricordare significa fermarsi, capire il contesto, evitare semplificazioni e trasmettere consapevolezza alle nuove generazioni.
Il richiamo alla memoria, nelle parole della Lega Giovani Abruzzo, è legato all’idea che la storia delle foibe richiami quanto possa essere fragile il confine tra civiltà e disumanizzazione quando l’odio prende il posto del rispetto della dignità umana. Da qui l’invito a non ridurre il tema a slogan o contrapposizioni, ma a farne occasione di approfondimento, soprattutto nei percorsi educativi.
Nel comunicato si afferma inoltre che la memoria non dovrebbe dividere, ma contribuire a costruire coscienza critica: senza memoria non c’è futuro, ma il rischio di ripetere gli stessi errori. L’iniziativa viene quindi presentata come una scelta consapevole e rivendicata su scala regionale, con l’auspicio che proprio dai luoghi della formazione possa partire un impegno serio e costante nel ricordare, capire e non dimenticare.
Ricordare, conclude la nota, non è un gesto automatico, ma una scelta. La memoria non cambia il passato, ma può cambiare il futuro.


